Open to meravigghia...
Ho avuto un’esperienza dissonante, forse si potrebbe definirla così. Durante lo scorso fine settimana, i telegiornali di ogni ora e rete dedicavano venti minuti buoni ai collegamenti dalle principali “arterie” stradali, incrostate di enormi placche di traffico da bollino nero: disastro, infarto, morte, tanti saluti. Le spiagge assaltate, irraggiungibili, piene.
Pareva di vederle ferme in cortile, le auto. Dalla finestra, odore di gas americano, il sapore della democrazia arroventava la faringe. Cornacchie, gazze, merli, upupa, Achille il gatto dei vicini (per i quali ormai è il gatto del vicino, visto che è sempre da me e parliamo un sacco, ci guardiamo negli occhi e ci diciamo tutto, c’è la coscienza infelice in quegli sguardi), il confronto canoro tra i due galli del pollaio degli altri vicini (perché il gallo vecchio non è convinto di ritrovare se stesso nell’Assoluto una volta morto, pensa di ritrovarsi sulla griglia, mentre il gallo giovane vorrebbe solo vedere crepare il rivale, crede che con lui la dialettica della morte per la vita si arresterà): tutti spariti dal loro regno!
Tutti sostituiti dai Michael Douglas delle vacanze, violenti imprecatori sfascia clacson, pronti a sbroccare da un momento all’altro dopo 23 anni a passo d’uomo dentro una scatola di latta con il trolley sulla cervicale, i bambini che piangono e “quanto manca papà?”, mentre la moglie ripete per la penultima volta “non per essere ripetitiva, ma te l’avevo detto che era una partenza deficiente…”.
Ed io lì davanti alla finestra, ad aspettare di finire come il cinese di “Un giorno di ordinaria follia” cui lo svalvolato devasta il negozio con una mazza. Solo per la colpa di aver acceso Studio Aperto. Uno però pensa “beh, il turismo è una formidabile macchina da Pil, il petrolio d’Italia ed il riscatto per un paese in rapida deindustrializzazione: chi non risica non rosica”.
Invece ieri sera il Tg5 ha detto che le spiagge sono vuote, non c’è un’anima. Perché, pensate un po’ com’è curioso questo Pil, la classe media non ha i soldi per pagarsi una settimana al mare. Probabilmente faremo la fine dei paesi petroliferi non americani: sporchi, ma poveri.
Almeno ho capito dov’erano andati a finire cornacchie, gazze, merli, upupa, Achille il gatto dei vicini, il gallo vecchio e quello giovane, si sono goduti il fine settimana al mare, loro