In macelleria

“Prego, desidera?” Un paio di Tomahawk, grazie. “Di questi esposti o di quelli speciali?” I migliori che ha, devo colpire a fondo. “Chi?” Un bersaglio grosso: io, il mio capo e la segretaria andremo a cena con un mio collega per sapere se sarà licenziato lui o toccherà a me. “Li colpirà mentre saranno tutti insieme?” Esatto! “Sa che hanno un’autonomia di 500km?” Tranquillo, casa mia è a 500 metri da qui. “Li colpirà a casa sua? È un grosso sacrificio, lo sa, vero?” Certo, ma non ho alternative, in ufficio ormai è una guerra esistenziale e non posso perdere il lavoro. E a prendere ordini da quel damerino… a sistemare la casa penserò ad obiettivo conseguito. “Capisco… è almeno dotato di un buon sistema di navigazione? E quanti pezzi può gestire contemporaneamente?” Per la navigazione non ci sono problemi, uso Starlink. Penso di utilizzare la griglia da quattro e spararli in tavola tutti assieme. “Ultime raccomandazioni: non superi i 150 gradi di temperatura interna perché qualche elemento potrebbe risentirne e, assolutamente, cerchi di non andare oltre le due ore e mezza” D’accordo, avevo già in mente un’affumicatura rapida. “Non ha niente da temere a riguardo, l’affumicatura sarà immediata!” Quanto le devo? “Sarebbero quattro milioni e otto, ma se paga in contanti e conferma la quantità posso fare quattro e mezzo”. Milioni? Di lire? “Lire? Dollari, dove diavolo crede di essere?” In una macelleria. “Esatto, questo è un vero, dannatissimo macello americano!”. Questo l’avevo intuito, però io parlavo solo di un paio di bistecche…

Lo smartphone

Prova, se hai il coraggio, ad andare a comprarti un cellulare. Prova. Scusi… “Mi dica! Le serve uno smartphone? Un flop-phone? Un flip-phone? Un flat-phone? Un pen-phone? Un tab-phone?”. Forse ho sbagliato negozio: un cellulare, mi serve un cellulare, il mio è caduto dalla finestra per colpa di un centralinista della corrente, si è aperto a metà e dunque eccomi qua! Mi mostra qualche modello o devo risolvere il cruciverba? “Prego”. Grazie! “Guardi, per come la vedo io, lei è perfetto per un bel rugged-phone!”. E va bene, se proprio non c’è un cellulare, vediamo questo rugged-phone. “Ecco qui, questo può resistere anche al lancio di Babe Ruth, è indistruttibile!”. Ci credo, ha una corazza inox intorno spessa due dita… “In effetti pesa 4 chili e 2, ma è una questione di compromessi, pensi che la batteria dura una settimana”. D’accordo, ma a casa mia la corrente è stata ripristinata. “Pensi che potrebbe resistere a temperature di 450 gradi e profondità di 12km”. Io però non ho in programma di fare la Parigi-Dakar, né di immergermi nella fossa delle Marianne. “Dispone anche di telecamera termica e metal detector, perfetto per…” per partecipare all’operazione Desert Storm? “Lo sa che ho sbagliato? A lei servirebbe qualcosa di più moderno, mi segua!”. Niente penne, per favore. “Provi con questo”. Beh, già meglio, carino, ma… perché ha un segno da parte a parte? “Perché si apre a metà!”. Cosa? Cos’è, un resto di magazzino rotto? “No, ma visto che a lei i cellulari si rompono a metà, ho pensato di agevolarla”. Va bene, mi faccia vedere qualche funzione. “Come, non ha visto la pubblicità? Ha l’intelligenza artificiale! Metta che lei sia indeciso su quale crema viso comprare, può lasciar decidere il telefono”. Crema viso? Senta non ho molto tempo, lo compro. “Ma è matto? Lo prenda a rate, 60 euro al mese e poi dopo un anno lo può restituire!”. Dopo aver pagato 700 euro posso ridarle il telefono? Ma che bella possibilità! Ho detto lo compro, non ho chiesto se me lo presta. Lo impacchetti e me lo dia. “Ma è matto? Almeno un gadget ci vuole. Che ne dice di questa pellicola? Lei vedrà il suo schermo, invece i suoi vicini curiosi vedranno il cellulare come fosse spento, vedrà, passerà del tutto inosservato!”. Quindi secondo lei io dovrei farmi vedere da chi mi sta vicino mentre scrivo un messaggio su di un telefono che pare spento? “Esatto, poi costa solo 35 euro…”. Allora io i 35 euro glieli do lo stesso, ma preferirei lasciare alla gente ancora il dubbio sulla mia presunta pazzia.

La corrente

Adesso non parli più con l’operatore, non puoi più fare come Bruce Willis quando chiamava sempre la stessa operatrice di call center simulando un guasto pur di sentirla, no, oggi c’è l’”assistente virtuale”, perché da una cosa negativa non accettano possa nascere qualcosa di positivo: magari il destino aveva previsto che mi saltasse la corrente e, chiamando il numero verde, avrei trovato il grande amore… e invece, no! “Sono l’assistente virtuale e sono qui per aiutarti”. Va bene. “Fornisci il codice POD, il PIN, il PUK, il CIE, il CIN, lo SPID, il QR, l’ID, la password a chiave doppia, il segno zodiacale, il peso alla nascita in grammi e libbre, ripeti, non capisco, piano, veloce…”. Scusa, non dovevi aiutarmi? “Rispondi solo SÌ o NO”. Ma con chi parlo, Guantanámo? “Dimmi il tuo codice fiscale”. Firenze, Como… “Ti trovi a Padova, Firenze o Como?”. Riprovo, effe, ci… “Esse?”. No, non sono Jovanotti, ho detto effe, effe di finiscila con l’interrogatorio e dimmi perché non c’è la dannata corrente! “C’è una tormenta di neve fuori?”. È settembre, pirla! “C’è un uragano forza 9?”. In realtà stavo giocando a forza 4… “C’è un’eruzione vulcanica in corso?”. A parte che nei colli euganei l’unica eruzione potrebbe essere di Rabosello, ma ti assicuro che un’eruzione ce l’ho io: cutanea! “C’è stato recentemente un terremoto di magnitudo 12 nella tua zona?”. Certo, ed io ho pensato di chiamare te… “Hai accesso lavastoviglie, lavatrice, asciugatrice, friggitrice, frigo, freezer, bollitore, macina caffè, forno, microonde, stufa a pellet, tv, wi-fi, hi-fi, ferro da stiro, silk epil, rasabarba, piastra per capelli, asciugacapelli e arricciatore contemporaneamente?”. Intanto in casa non siamo in 25 e poi i piatti non li lavo, figurati i vestiti, la tv la odio, il microonde fa male, la barba la faccio con il coltello a serramanico e mia moglie è un orso, problemi? “Ti passo subito un operatore”. Buona idea. Dopo una settimana e 4'879 concerti per pianoforte e archi di Čajkovskij, risponde l’operatore. “Pronto, salve, mi dica, di cos’ha bisogno?”. “È saltata la corrente la settimana scorsa…”. “È tornata?”. “Sono vivo, direi di sì…”. “Signore evidentemente c’è stato un guasto e lei ha sbagliato numero, deve sentire l’ufficio guasti, perché questo è…”. “Mi lasci indovinare, questo è l’ufficio… guastafeste!”.

Al liceo politico di Washington

Trump: “Ragazzi buongiorno, fate silenzio e che diamine!” Rutte: “Oh, ecco, è arrivato paparino…” Trump: “Ah, bene, la mettete così? Allora oggi interrogo! E, Starmer, non fare la solita scenetta, tu nascosto sotto il banco, io chiedo se sei assente, Macron dice che sei in bagno perché hai promesso di prestargli le bombe atomiche, la Meloni fa la spia perché Macron le sta antipatico eccetera: oggi interrogo a tappeto! Tutti attorno alla cattedra! C’è qualche volontario?” Merz: “Io, iooo!” Trump: “Santo cielo Merz, di nuovo?! Ti siedi in ultima fila e poi capisci fischi per fiaschi: ho detto volontario, non volenteroso! Meloni, inizia tu, vediamo se il gentil sesso è più acuto del machismo… dunque… perché non ci dici chi è il tuo politico americano, biondo, ricco e bravo preferito?” Meloni: “Professore, si tratta di lei, perché…” Trump: “Bravissima! A posto così, 9+, torna pure a sedere cara… Zelensky, vieni tu e dai un’occhiata alla cartina… che cosa sono le aree colorate di rosso e quelle bianche?” Zelensky: “Allora, la zona rossa è la parte di Ucraina che scambierò con Putin… quella bianca… è la parte di Ucraina che Putin scambierà con la mia” Trump: “Hai esitato, ma hai capito bene il punto, 7 ½, sono magnanimo! Ora passiamo a Rutte, un po’ ruffiano e un po’ sbruffone… parlami della distinzione tra fenomeno e cosa in sé secondo Kant e vediamo se hai tanta lingua!” Rutte: “Beh, è come la Nato: tutti pensano sia il protettore d’Europa, ma in realtà è il braccio armato del dominio americano sul vecchio continente” Trump: “Sorprendente, mi tocca sganciarti un 8! Macron, muoviti… scrivi alla lavagna: 1. L’UCRAINA È IN GUERRA PER PROCURA; 2. LA GUERRA PER PROCURA È TRA EUROPA E RUSSIA… quale di queste due frasi è vera e quale falsa?” Macron: “Dunque la 1 è assolutamente vera, di conseguenza la 2 è falsa…” Trump: “Capra! Non siamo ad una conferenza stampa, qui si dicono le cose come stanno! Il nostro vero obiettivo era separare Europa e Russia, facendo credere a tutti di difendere la democrazia ucraina! 4… Merz! Perché abbiamo fatto questo?” Merz: “Perché la Germania smettesse di invadere il mercato americano con prodotti di qualità a prezzo contenuto e comunque mai scontato” Trump: “Hai saltato la parte del gas liquido americano al posto del gas russo, però è una risposta blandamente sufficiente, 6 ½. Ursula! Prova ad usare la fantasia… rendi in forma poetica come dovrebbe essere l’Ucraina per sopravvivere all’orso del Cremlino” Ursula: “Direi… un porcospino d’acciaio, che può essere morso solo a patto di sanguinare!” Trump: “Eccellente, forse macabro… 8 ½! Starmer, voi come potreste fare per far naufragare immediatamente una remota distensione euro russa?” Stubb: “È in bagno prof…” Trump: “Stubb, cosa ci fai qui?” Stubb: “Non ricorda prof? Sono qui per il corso di provocazione russa, tipo schierare truppe al confine, ospitare esercitazioni Nato…” Trump: “Si si, va bene, intanto fai qualcosa di utile: vai a recuperare Starmer!”
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