44 furgoni

Se un gruppo di 44 furgoni si dirigesse verso i territori ucraini annessi dalla Russia illegalmente per portare beni di prima necessità alla popolazione, cosa direbbero Mattarella, Crosetto e Meloni? Di fermarsi per salvaguardare il valore dell’iniziativa assunta? Di augurarsi che i conducenti vengano solo spediti in una prigione dell’Artico settentrionale? Di trovare l’iniziativa irresponsabile, proprio ora che Trump e Putin hanno riallacciato i rapporti e che forse le sofferenze del popolo ucraino non erano la priorità? Se Putin proponesse di incontrarsi insieme in Crimea e da lì proseguire secondo un percorso predisposto, come reagirebbero gli MCM? Pensando che, in fondo, Putin sia favorevole al dialogo e rispettoso della sofferenza dei civili o stabilendo a priori che voglia evitare di mostrare al mondo il marcio frutto della sua guerra di conquista per quello che è? Se un presidio della chiesa ortodossa moscovita si offrisse di portare oltrefrontiera quanto raccolto, cosa direbbe Bruno Vespa? Che agli autisti non interessa nulla consegnare i beni, sapevano benissimo che la Russia non avrebbe permesso loro di entrare e sbagliano a diffidare del patriarca Kirill o che la corrotta cerchia clericale è appiattita sul potere putiniano? Se l’ambasciatore russo dicesse che, dato il rifiuto dell’invito del presidente e delle proposte del governo e della chiesa russi, l’obiettivo della missione non è umanitario, come dovrebbe rispondere un paese serio? Che la Russia ha torto o che l’obiettivo è effettivamente quello di mostrare l’ingiustizia a causa della tribolazione di persone innocenti vittime della propaganda nazionalista di due forze eguali e contrarie?