A Natale non puoi
Il MONDO CONTEMPORANEO
IRRAZIONALE.
Non è razionale che blocchi commerciali competano tra loro per riuscire a produrre un numero infinito, il più grande possibile, di beni uguali e indipendentemente dal reale bisogno di questi; per di più lo scopo di tante vendite non è generare ricchezza da redistribuire, ma garantire l’interesse e le esigenze contabili di precisi gruppi di pressione.
ANTIDEMOCRATICO.
Non è democratico imporre alle popolazioni i costi di un sistema alla ricerca di squilibri tra surplus smisurati(produttività a buon mercato) e deficit cronici (continua necessità di finanziamento); significa anteporre il risultato alla tutela del lavoro e il rimborso del debito alla spesa sociale.
BELLICISTA.
Non è pacificante interpretare le importazioni come dipendenza da spezzare e le esportazioni come vantaggio da conservare, vitale anche più delle vite umane spinte nelle trincee, a morire credendo di difendere questioni di principio, Dio e Patria, piuttosto che interessi specifici e di parte.
SPROVVEDUTO.
Non è lungimirante correre al ribasso per battere autocrazie prive di adeguato rispetto per i diritti di lavoro e ambiente: non possiamo superarle su ritmi e convenienza, non è possibile vincere tutti contemporaneamente e prima o poi si andrà incontro a dazi insormontabili, crisi di sovrapproduzione e della domanda dei mercati esteri.
ANTICRISTIANO.
Non è cristiano che paesi esportatori ricchi godano di entrate sempre maggiori e speculino sulle mancanze di paesi in difficoltà, a cui fanno un’ipocrita morale senza avvertire il minimo sussulto di coscienza verso l’aiuto e il perdono.
Vedere in questi giorni lo stesso mondo, palesemente ingiusto, provare a mostrarsi bello e nascondere i suoi tratti sotto una patina di decorazioni luccicanti è indegno.
Mi muove ad una paralizzante malinconia e rinnova l’appetito per un mondo razionale, democratico, pacifista, lungimirante e cristiano.