Diavolo di una Signora!

Il Milan avrebbe dovuto a gennaio confermare la fiducia ad Allegri, in modo potesse concentrarsi sulla qualificazione Champions e non sul contratto con il Napoli. Poi, con i soldi di quella e le cessioni di Leao, Pulisic, L.Cheek e Gimenez, avrebbe dovuto inserire un gruppo di giocatori giovani, ma pronti per vincere: Pellegrino, Davis, Laurienté, Zaniolo, Koné, Fagioli, Goretzka, Gila, Solet. Due o tre colpi per reparto, per assaltare il campionato e non sfigurare in Europa. Invece abbiamo perso tutto. Per correre dietro ad Iraola e Ragnick, perché una dirigenza dissennata vorrebbe fare del Milan una barzelletta, un Bournemouth che compra a 10 e rivende a 50. Una realtà senza alcuna propensione alla vittoria, con l’unico scopo di “competere”: usare i risultati per garantire la sostenibilità contabile e vivacchiare tra le coppe per i diritti tv. Nessun riguardo all’eredità storica di un club mitico, di cui è testimone la furia demolitrice di San Siro. D’altronde il Diavolo può godere della compagnia di una Vecchia Signora anch’essa ostaggio di una dirigenza terrificante secondo cui, per una squadra fondata sul “vincere non è importante, ma l’unica cosa che conta”, puntare apertamente allo Scudetto sarebbe “azzardato”. Azzardato! Lo vincerà il Como, il dannato Scudetto! Per noi l’importante, dice Comolli, è “tornare a competere”. Massi dai, competiamo tutti insieme appassionatamente, con 55 Scudetti, 9 Champions e 12 Palloni d’Oro, Milan e Juve possono permettersi di lasciare vincere gli altri e convolare a nozze nel letto della mediocrità. Auguri e figli competenti, nonostante i genitori!