Pisa
Si può perdere contro il Pisa, contro i pisani, gente che inizia a costruire una torre e, nonostante stia venendo su storta, continua imperterrita, così, tanto per violare la fisica? Gente che si mette in testa idee pazzesche, tipo la terra che ruota intorno al sole, così, tanto per creare scompiglio? Gente che chiama una scuola per geniacci “Normale”, così, tanto per far sentire inadeguato chi non ci arriva, per stravincere? Gente che s’inventa una sequenza che ricorre ovunque, così, tanto per essere come il prezzemolo? Gente che sovverte con un tratto di penna il rapporto tra Tesoro e Banca Centrale, così, tanto per dirsi austeri con i sacrifici degli altri?
No e infatti abbiamo pareggiato, non saranno tre punti, ma per il Milan concludere la quadriglia Napoli-Juve-Fiorentina-Pisa con otto punti è più che sufficiente.
Specialmente ora che si palesa il grosso problema di aver costruito una squadra da export, infarcita di stranieri che fanno il giro del mondo in ottanta paesi per frantumarsi in un’amichevole contro Samoa Orientale del Nordovest australe.
Specialmente ora che la Juve ha mostrato di aver acquistato un paio di bidoni mica da ridere, l’Inter confermato una difesa geriatrica, il Napoli confessato di non saper cosa diavolo farne di otto acquisti più il soprammobile De Bruyne, la Roma dimenticato come si faccia a buttarla dentro, l’Atalanta e la Lazio accantonato gli svolazzi e la Fiorentina si è ricoperta di Viola vergogna.
Ci avrà pur suonato, l’antico Violino: comunque niente più d’un inciampo nel cammino, arduo nello sforzo quanto obiettivo, dei conti da fare a marzo.