Ode alle feste

Bell’appellativo, “Feste”, per tali giornate infauste! Ridondanti ammonizioni papiste: facile è finir fra le liste dei caduti dalle vette bibliste alle sireniche passioni consumiste. Turba intenzioni buddiste la torma di parentele miste, facce invero mai viste: “Auguri, via il muso triste”! Pietanze di casa, le più indigeste, (lo stomaco si chiede “desiste?”), invocano docili, tiepide sieste e calze nelle coperte posano nascoste: sembra pace, ma è letto di Procuste! Giungono grida nefaste a montar le mie ire, funeste: chi sedette le zie, antiche fasciste, tra le cugine, novelle marxiste? Provare le tv generaliste? Trite e ritrite, le commedie proposte, insulse, dei film, le trame buoniste, viva le ore più buie ed anguste, per queste le ferie ho richieste!