Uno normale
Io sono uno normale
Non bado alle provocazioni
Nutro miti sentimenti
E se cedo a istinti bassi
Poi torno sui miei passi
A volte resto rancoroso
Ma lo so che è pericoloso
Anch’io sono ambizioso
Ma niente di sfarzoso
E non sono schizzinoso
Reagisco un po’ di pancia
Poi però ragiono
Porgo l’altra guancia
E in genere perdono.
Io resto normale
Finché non sento chi sta bene
Provare a farsi male
Perché ne ha le tasche piene
Di una vita troppo facile.
Salgono i palazzi
Giocano sui tetti
A me sembrano pazzi
E non nutrono sospetti
Loro devono rischiare
Non basta tirare a campare.
Quando vanno giù
Io non mi tengo più
E mi escono improperi
Inauditi cattivi pensieri.
Mi pento presto
Di queste conclusioni
Non saper che fare
È peggio di molte punizioni.
Mi prendo un attimo di riflessione
Penso la mia condizione
E ne riscopro le fortune
Essere invalido
Mi dà quel brivido
Senza volermi impavido.
Perché questa malattia
È un dannato sport estremo
Vuoi pace nel tuo angolo di terra
Ma basta un attimo
Ti ritrovi a far la guerra.
Basta non mangiare purea
Balli tra esofago e trachea
Basta lavare i capelli
Senza maschera a naselli
Per salire a diecimila metri
Volare in aereo senza vetri
Basta lo yogurt quando non è ora
Ti chiedi se ce la fai ancora.
Duchenne
Non è solo condanne
Non serve provare a morire
Per sentirsi vivere
Serve solo vivere
A capire che è stupido morire.
E se morire
Si scopre veloce
Forse vivere
È la sfida audace!