A prima vista
Per inconfessabili vicissitudini mi sono trovato ieri sera a dover sostituire l’imparziale rubrica sulla geopolitica del Tg5 con una puntata di Case a prima (ed ultima) vista.
L’agente immobiliare propone un “cucina+sala da pranzo+salotto+sala lettura+2 camere+2 bagni+lavanderia+balcone” di 95 metri quadri: non è una casa, è un cubo di Rubik. Spiega che lì vicino si trovano metropolitana, stazione treni e autobus, aeroporto, eliporto, spazioporto, porto, car-sharing, bike-sharing e funicolare: le possibilità di evadere da quella cella in centro a Milano non mancano. Entrano agente e coppia di sposini. Lui a lei: “Beh, vivibile”. Lei a lui: “Beh, 600mila euro”. La cucina è “a scomparsa” e quando finisci di sporcarla, chiudi la porta scorrevole: parità di genere, nessuno si sente obbligato a rassettare. Sala da pranzo, salotto e sala lettura tutto-in-uno: il divano. In bagno: wc di fronte al lavandino, sopra la lavatrice e sotto l’asciugatrice. Da sopra la tazza arrivi ovunque, non c’è il bidet, ma la lavatrice è di vedute tolleranti radical chic. Di fianco, comodo, il balcone: vista strada e palazzi, altezza adeguata nel caso ti venisse da chiederti come hai fatto a farti soffiare 600mila euro. Intuito il malumore di lui, l’agente li porta in camera: “Qui passerete notti meravigliose e guardate che armadio enorme!”.
Lui ha un’improvvisa illuminazione! “Amore, ho un’idea…”.
Lei trasalisce. “Oddio, caro, ti senti male? Non ti è mai successa una cosa del genere!”.
“L’armadio è da 80 metri quadri e all’Ikea costa 600 euro: trasferiamoci lì, no?”.
“Ahhh, grazie al cielooo! Non farmi credere mai più di aver avuto un’idea, altrimenti avresti dovuto dirmi subito di non essere come ti immaginavo!”.