Altro sogno
Ho fatto un sogno strano, stranissimo, credo.
Passeggiavo nel gran caos di una città frenetica, cosa fortunatamente impossibile, tenendo per mano un tipo sconosciuto, particolare, aveva lo sguardo basso e torvo, uno che dava l’idea di essere arrabbiato con tutti e con nessuno; potevo intuire, se non esattamente quali, i suoi molti pensieri inutili e distanti e per chissà quale motivo dovevo accompagnarlo non so dove.
Ad un certo punto arriviamo ad un incrocio gigantesco ed il semaforo si tinge di rosso, concedendoci una meritata pausa. Decido, data la situazione, di sgranchirmi le dita e lascio la presa sul mio “amico”, il quale, immerso nella sua insignificanza tanto da perdere di vista il suo contesto più prossimo, attraversa le strisce con noncuranza fino all’altro lato della strada.
Apriti cielo! Scooter imbizzarriti, tassisti imbuzzurriti, autisti di bus in piedi sui clacson mentre i passeggeri ululano complimenti in romanaccio di periferia ed una signora sul tram alla rincorsa delle mozzarelle di bufala uscite dalla borsa della spesa assieme alle uova, collassate sulla divisa bluette del controllore indignato. Un disastro creato dalla sbadataggine di un tizio salvo per miracolo.
Anzi, per la maggior attenzione verso di sé imposta agli altri, con le loro legittime preoccupazioni e costretti ad accantonarle.
Rimango incredulo, mi chiedo a cosa diavolo stesse pensando, il pirla, di tanto importante da rimettere la propria vita alla benevolenza altrui ed in quel momento il tizio decide di voltarsi per salutarmi e noto con sgomento la sua faccia che… è la mia: io sono lui, il matto a cui avevo appena dato dello scemo!
Mi sveglio, ma soltanto nel sogno, che dunque continua. Mi alzo, lamentando il tipo di sogno, accendo la tv e mi arrabbio per la manovra, per lo spread, per la VdL, per i baltici, per l’Ucraina, per Gaza: per tutto e con tutti. Arrivo al pc e scrivo contro Sinner e la Ferrari, alé! Lascio in pace solo il Milan, per ora.
Ovviamente, nel frullare di questi pensieri poco decisivi, dimentico qualcosa di determinante per il mio contesto più prossimo: le pastiglie per il cuore. Immediatamente mi arrabbio per non aver trovato qualcuno che agisse come gli automobilisti al semaforo, pensando prima a me che a loro e… tachicardia… oddio, oddio…!
Meno male mi sveglio di soprassalto, vivo!
Il sogno è svanito.
Ora può iniziare l’incubo di essere se stessi.