Tim music awards

Premio “Miglior imitazione”, Brunori Sas: io un De Gregori interpretato così bene non l’avevo ancora sentito. Premio “Buona musica”, Tananai: Carlo Conti gli ha suggerito, sentita la sua canzone, di comporre buona musica. Perché finora… Premio “Pnrr”, Lazza: l’orologio al polso del rapper vale quanto i fondi del Recovery Plan assegnati all’Italia. Premio “Liscio come l’olio”, Laura Pausini: della sua doppia esibizione non mi sono nemmeno accorto. Premio “Miglior nome di gruppo”: una volta ci si chiamava “Nomadi”, “Ricchi e poveri”… oggi “Pinguini tattici nucleari”. Premio “Miglior nome singolo”: una volta ci si chiamava “Gianni Morandi”, “Umberto Tozzi”… oggi “Papa V”. Premio “Aquila bicipite”: dopo un testa a testa ferocissimo Irama è riuscito a superare Olly di un soffio. Premio "Sinner", Fiorella Mannoia: i riccioli amaranto della romana sembrano importati dall'alto Adige. Premio “Elogio della stupidità”, Achille Lauro: è tutta l’estate che si sentono titoli tipo “Scelte stupide”, “Cose stupide”… si è aggiunto pure lui con “Senza una stupida storia”. Ecco, senza era meglio. Premio “Cose turche”, Fedez: il suo “Battito” è simile a quelle serie d’amore che piacciono tanto a Piersilvio Berlusconi. Premio “Femminilità”, Annalisa: per il suo “Maschio”. Premio “Cioran”, Anna: sentire “Desolee” o “30 gradi” ti mette la voglia di vivere tipica del filosofo romeno. Premio “Eterno ritorno del sempre uguale”, Gigi d’Alessio: un’estate senza i suoi imperdibili medley sarebbe inconcepibile.