Caspi(o)ta!

La Meloni, ospitando il premier portoghese, ha dichiarato di essere con lui concorde riguardo il sostegno incondizionato all’Ucraina (difesa sempre legittima), ma anche molto preoccupata per la situazione del Medioriente (l’Iran può difendersi, ma l’aggressore ha anche dei diritti, povero diavolo). Al di là del fatto che il diritto alla difesa valga, per Fratelli d’Italia, davvero soltanto “per le persone per bene”, io mi chiedo: com’è possibile che la presidente sia più preoccupata per il Medioriente che per l’Ucraina? La bomba atomica ce l’hanno Putin e Trump, non Zelensky e l’Iran: a rigor di logica e cinismo, l’Italia dovrebbe frenare Zelensky e Trump, non Putin e l’Iran. In realtà continua il ridicolo gioco dei nani a tirare le gonne di Biancaneve per riceverne carezze. L’Italia e Israele sostengono il pericolo più grave di tutti sia quello a loro più prossimo, affinché gli Stati Uniti non vi si ritirino. Nel sistema di difesa comune europeo, l’Italia sarebbe alla mercé di Francia e Uk per le capacità nucleari, delle forze convenzionali tedesche e delle isterie dei baltici. Meglio sudditi sostanziali che sovrani formali. L’agguato ucraino ad una nave cargo iraniana nel Mar Caspio, inoltre, testimonia qualcosa. Zelensky è paragonabile a Putin, nel senso che entrambi sono a capo di una cricca che rappresenta il miglior compromesso tra gli interessi di lobby e gruppi di potere interni ed esterni ai loro paesi. A tali gruppi importa nulla delle sorti delle rispettive popolazioni, basta poter mantenere il controllo sulle dinamiche di conflitto interno e una certa indispensabilità nel sistema politico internazionale. Putin è importante per l’Europa, gli Stati Uniti, la Cina: i potentati europei possono spingere sul riarmo, le coalizioni di volontari, le privatizzazioni, il superamento dell’unanimità eccetera; gli americani lo lasciano tranquillamente minacciare gli europei; i cinesi guadagnano dalla dipendenza di Mosca. Zelensky è utilissimo in quella che è a mio avviso la strategia politica estera americana: creare un grande caos. Nemmeno sente l’esigenza di dissimulare: almeno avrebbe potuto dire che la nave iraniana stava portando droni in Russia da sparare verso Kiev, per mostrarsi come costretto da esigenze di autodifesa dagli alleati del suo aggressore. Adesso va di moda. Invece no! L’ambasciatore ucraino in Israele ha affermato che la nave muoveva verso l’Iran. Ha poi aggiunto “Israele e Ucraina stanno combattendo lo stesso nemico". Ecco, di questo sono convinto anche io. Infatti Zelensky è paragonabile anche a Netanyahu e come lui risponde perfettamente all’esigenza americana di mantenere sanguinanti le ferite est europea e mediorientale. La Meloni, dicendosi preoccupata solo per la seconda, partecipa e legittima al gioco dei nani, con il colmo di rendere omaggio alla reale fonte di preoccupazione per l’Italia. Biden, Trump, Zelensky e Netanyahu sono stati e sono per l’Italia molto più pericolosi di Putin e l’Iran. Gli americani hanno influito sulla salita al potere di Zelensky, l’ingresso dell’Ucraina nella Nato e nella Ue, assecondato le pretese del governo di Kiev verso il Donbass e riempito il paese di armi facendo saltare gli accordi di Minsk e Istanbul. Gli ucraini hanno fatto saltare il North Stream 2, del quale l’ex segretario Usa Rex Tillerson ebbe a dire “è una minaccia per l’Europa” (2018, prima presidenza Trump). Israele ha reagito al 7 ottobre con un imponente programma di espansione verso Libano, Iraq e Siria, allargando la guerra all’Iran e mobilitando l’islam radicale contro i paesi occidentali.