Dimensioni di sovranità

Non è che gli Stati Uniti muoiano dalla voglia di lasciare l’Europa diventare un soggetto politico adulto, che cerchi di dotarsi di politiche industriali, commerciali, fiscali e monetarie comuni o di mantenere al suo interno risorse e produzioni. Quello che mi pare l’obiettivo di Washington è costringere l’Europa a darsi, se non una grande dimensione, almeno una dimensione accettabile. E qui occorre un paio di considerazioni. Intanto, mai quanto oggi è stato chiarito il concetto che, prima di poter immaginare capacità politiche, sono necessarie capacità difensive. Poi, l’Unione europea nasce nei primi anni ’90 e ne incarna in pieno lo “spirito neoliberista” e l’idea di una “fine della storia”, segnata dal trionfo dell’economia di mercato. Questi spirito e idea portano lo Stato a percepire superflua ogni sua dimensione. Gli Stati Uniti hanno sequestrato all’Europa la dimensione difensiva per mezzo della Nato e l’Europa, per mezzo dell’Ue, rinunciava a qualsiasi dimensione di sovranità. Gli Stati Uniti consumavano molto, l’Europa vendeva molto e reinvestiva i guadagni negli Stati Uniti, spingendo i consumi americani. L’Europa rinunciava alla politica in favore dei commerci e i partiti non pensavano nemmeno alle conseguenze di una pratica economica del genere. È da qui che nascono i vari AfD, dal deserto democratico causato dall’ideologia della produttività, dell’efficienza, dell’austerità e della crescita. Gli Stati Uniti hanno abbandonato da tempo il neoliberismo, non avrebbero potuto sostenere la domanda mondiale di merci. Gli Usa di Obama, del primo Trump e di Biden hanno provato a convincere la Germania (cioè l’Europa) a spendere di più e limitare le esportazioni, ma non hanno potuto costringerla: c’erano il gas russo e il mercato asiatico (nel frattempo cresciuto) da invadere. Eccoci alla guerra in Ucraina, all’ascesa dell’AfD e alla preferenza per quest’ultima da parte di molti rispetto alla Die Linke. La guerra ha separato Germania e Russia e la crisi economica ha fatto collassare i garanti politici del mondo di ieri, Cdu e Spd. Trump ha minacciato gli europei di non difenderli da un attacco di Putin e la Germania, incapace di concepire rapporti paritari con l’est europeo e costretta alla convivenza con la fobia antirussa di baltici, polacchi ed ex sovietici, ha ceduto su tutta la linea. Spenderà (trascinando il continente) 500 miliardi per riarmarsi. Ma gli americani non sono stupidi e se non vogliono un’Europa autonoma, non desiderano certo lasciarla alla Russia. Dal canto suo Putin sa che la forza tedesca più ben disposta verso la Russia è proprio l’AfD. La quale ha capito che la gran parte del suo elettorato chiede lavoro, meno Europa e riscatto nazionale. L’ala moderata di AfD propone spese militari, ma nella cornice della Nato. Questo è fondamentale per Washington. AfD propone di rafforzare la Bundeswehr, ma non per un esercito europeo dotato di armi atomiche e strategie comuni. Questo è fondamentale per la Russia (cui AfD propone rapporti pragmatici). AfD propone di spendere soldi pubblici per la propria economia e questo è fondamentale per i tedeschi. Ecco perché AfD conviene: promette alla Germania una nuova dimensione, ma la dimensione giusta. Ottimo per tedeschi, americani e russi, non per gli europei. Io sono europeista e pertanto secondo me l’alternativa alla disgregazione europea progettata dall’AfD non potrà mai essere Die Linke. La proposta di formazioni del genere è semplicemente accantonare la difesa comune europea e le spese per la Nato per usare le risorse disponibili in chiave interna: assistenza pubblica, aumento dei salari, rifacimento delle infrastrutture, transizione ecologica, nazionalizzazioni e sovrattasse. Credo sia miopia. La sovranità non è un tavolo a quattro gambe, ma un ponte sostenuto da quattro tiranti. Senza una gamba la tavola regge, senza un tirante il ponte crolla. Ignorare la difesa, lasciare perdere l’esercito europeo per dedicarsi alla crescita interna denota una concezione neoliberale della sovranità e sarebbe la rinuncia alla maturazione di una vera Europa. Ho una visione pessimista: all’Europa servirebbe una dimensione di sovranità che nessuno le lascerebbe raggiungere. Se cercasse di ottenerla farebbe la fine dell’Iran, bombardata da chi una dimensione già ce l’ha. Se non cercasse di ottenerla farebbe la fine dell’Iran, surclassato economicamente da chi una dimensione già ce l’ha.