Generazione Z
Quando se ne vanno certi personaggi menomati nel fisico, ma non nella testa e, anzi, con una forza mentale tale da convincersi a “mettere in pratica” le proprie difficoltà, dando loro un “senso” altrimenti inesistente, a me rimane un pizzico d’amaro in bocca. Perché la potenza delle imprese riuscite mette in ombra qualcosa di più difficile da notare e forse per questo motivo anche più elevato. Quando ti trovi bloccato nelle tue aspettative fisiche immediate da un corpo che non ti segue, beh, credetemi, ti scoppia dentro un turbinio nervoso dalle conseguenze tremende, in grado di spingerti sull’orlo dell’abisso. E se non fai il passo decisivo è per l’affetto incondizionato ed il lavorio incessante di persone che ti amano ingiustificatamente. Così, con un continuo processo di problemi sempre nuovi, tentativi di soluzione e mezzi e fini continuamente ridefiniti gli uni dagli altri, persone apparentemente consumate dalla vita ne sono i veri consumatori.
“Tutto per niente, per poi morire”, verrebbe da dire.
È proprio vivendo, in realtà, che quel “niente” può diventare “tutto”.
La parte più autentica, bella perché vera, di questo processo rimane oscura per chi guarda da fuori.