La teocrazia non è

“La teocrazia non è una struttura in grado di produrre leader moderati”. È falso. Negli anni 1997-2004 Khatami introdusse liberalizzazioni economiche e politiche. Poca roba e d’altronde non è facile, se i pasdaran ti bastonano i ministri. Sarebbe stato utile l’aiuto internazionale, ma gli Usa inserirono l’Iran nell’asse del male. Ciò favorì Ahmadinejad, fautore della Grande Persia e della bomba su Israele. Nel 2015 Rohani e Zarif (laureato in America) accettarono l’accordo sul nucleare con gli Usa in cambio del ritiro delle sanzioni. Arabia Saudita e Israele andarono su tutte le furie e plaudirono il ritiro immotivato di Trump nel 2018. Ciò favorì gli oltranzisti fino al 2022, a Masha Amini. Le proteste popolari per il massacro della giovane mandarono al potere Pezeshkian, altro flebile moderato, nel 2024. Il giorno dell’insediamento Israele ammazzò Haniyeh. A novembre e poi a luglio 2025 Israele e Usa attaccarono Teheran. Quando l’Iran esprime la minima volontà popolare di apertura al mondo, capita qualcosa. “Usa, Ue, Israele e Arabia Saudita vogliono evitare che l’Iran abbia l’atomica”. È falso. Se l’obiettivo fosse questo, allora sarebbe bastato non ritirarsi dall’accordo del 2015. Quell’accordo fu una pietra miliare e impegnava l’Iran a discrete limitazioni sotto la supervisione di Francia, Germania, Inghilterra, Russia e Cina (oltre a Usa e Ue). Peccato rappresentasse un sassolino d’intralcio sul cammino di Arabia Saudita e Israele. Ora, se il tuo obiettivo è evitare a tutti i costi la bomba iraniana, dovresti accettare qualsiasi governo iraniano purché s’impegni a non costruirla. Se critichi l’accordo che prevede esattamente questo, l’ipocrita sei tu. Trump, Netanyahu e Bin Salman hanno fatto saltare l’accordo perché preferivano gli accordi di Abramo. Lo spettro del nucleare a Teheran serve a Tel Aviv. A Israele serve un leader iraniano disponibile a utilizzare la bomba che non c’è; un leader non disponibile a utilizzare la bomba che c’è è inutile. “Usa e Ue sono contro l’Iran perché vogliono instaurare a Teheran la democrazia”. È falso. Fosse vero, Usa e Ue si sarebbero impegnati a non irrigidire troppo il regime. Invece gli Usa dal 2015 in poi hanno esasperato i rapporti. Tra 2020 e 2025 assassinarono Soleimani; sabotarono un impianto nucleare; bombardarono il paese. L’Iran dopo il ritiro americano continuò a rispettare l’accordo: in cambio Trump reimpose le sanzioni e l’Ue innescò la votazione Onu per reintrodurne altre. È stata prostrata economicamente una dittatura già accerchiata diplomaticamente. Io non dico di regalare pasticcini agli ayatollah, che però si sono mostrati sensibili agli affari scambiando il nucleare con le sanzioni. Perché Usa e Ue non hanno insistito sulla strada dell’integrazione economica in cambio di riforme politiche e hanno indotto alla rivolta la popolazione dopo aver spinto la teocrazia su posizioni sempre più reazionarie? Le sanzioni, come per la Russia, sono state utilizzate da strumento bellico, non da stimolo alla pace. Risultato, in entrambi i casi: regimi più repressivi e legati alla guerra per sopravvivere. “Ci vorrebbero leader come Obama, Rohani, Merkel, Hollande, Cameron, Mogherini…” È falso. Ci vorrebbe una struttura mondiale adatta per leader come eccetera eccetera. Mi spiego: gli europei proposero di cercare un accordo con l’Iran nel 2003, contro le indicazioni americane. Obama lo persegui perché il ruolo dell’economia statunitense era ancora centrale per tutti e le finanze di Washington erano migliori delle attuale. Rohani riuscì a portare a termine le trattative, nonostante l’opposizione di Khamenei, perché queste erano l’occasione per l’Iran di venire legittimato nel ruolo di media potenza regionale. Potrebbe oggi l’Ue opporsi agli Usa essendone dipendente energeticamente? Potrebbe oggi l’Iran rinunciare al nucleare quando questo è l’unico modo per essere considerato? Potrebbero oggi gli Usa mantenere il privilegio del dollaro lasciando libero l’Iran di consegnare petrolio a basso costo alla Cina? Potrebbe un mondo economico fondato sulla più feroce competizione essere abitabile da amanti della collaborazione multilaterale? Qui non si vuole dire che l'Iran sia irreprensibile o comunque sia sempre tutta colpa di Usa e Israele, ma che l'irrigidimento di Teheran è anche una questione relazionale e, visto il peso di Usa e Ue, questi due soggetti potrebbero essere molto influenti verso la leadership iraniana. Poi, non si vuole minimizzare l'esigenza di sicurezza israeliana, ma per l'Israele odierno, con un governo molto contestato da tempo, l'agitazione di una minaccia estrema dall'esterno potrebbe essere più utile della sua soluzione. Nemmeno si vuole dire che i morti della repressione iraniana siano colpa di Usa e Ue, ma che un'analisi storica rivela che le sanzioni non sono propedeutiche alla transizione pacifica verso la democrazia, anzi. Infine si vuole dire che non sono i singoli a cambiare il mondo, ma è la struttura del mondo a definire il limite d'azione dei singoli.