Per non saper né leggere né scrivere

Molto banalmente. Finire sul banco degli imputati è relativamente semplice: ieri il tg5 ha parlato di un uomo condannato per omicidio colposo in quanto un altro uomo, introdottosi di nascosto nel suo giardino, è caduto in un pozzo aperto. Poi, Porro ha mostrato un’infornata di errori giudiziari per ingiusta custodia cautelare (da 22 a 1’200 giorni, comunque riconosciuti e risarciti dal tribunale del riesame, anche se non dal Csm) e scorrettezze rimaste senza conseguenze disciplinari per Pm e Giudice (il Gip aveva svolto l’interrogatorio di garanzia insieme al Pm e confermato il rinvio a giudizio con un “copia incolla” delle motivazioni del Pm). Ecco, credo il SÌ o il NO al referendum siano da valutare dalla prospettiva del signore condannato per omicidio e degli ingiustamente detenuti. Se fossi ingiustamente detenuto, cosa potrei augurarmi? Io, per non saper né leggere né scrivere, vorrei che accusa e giudice fossero entrambi e legalmente obbligati ad essere dalla parte della giustizia (quindi la mia) e che la difesa fosse legalmente obbligata ad essere dalla mia parte. Non vorrei che il giudice fosse su un altro piano e che accusa e difesa fossero concentrate a dimostrare di aver ragione. Non vorrei sentir parlare di squadre, arbitri e giocatori mentre io sarei il pallone; non vorrei badare troppo alla lealtà di un triello del quale io sarei bersaglio: vorrei più persone possibili a sparare per me. Precisazioni. 1) Se già adesso con un Csm di Giudici e Pm alcuni di questi non subiscono alcuna valutazione sulla condotta, cosa accadrà quando i Pm avranno il loro Csm? Perché l’Alta Corte disciplinare composta di nuovo da Giudici e Pm dovrebbe essere più rigorosa della Sezione disciplinare del Csm attuale? A questo punto sarebbe meglio far valutare la condotta dei Pm a soli Giudici. 2) Dobbiamo metterci d’accordo: quando sentiamo parlare di uno scippatore, uno spacciatore, un ladro o un mafioso a piede libero o non arrestato al primo vago sospetto andiamo su tutte le furie e diamo ragione al politico che metterebbe in galera chi pesta una formica. Ma è lo stesso politico che protesta contro l’abuso della custodia cautelare. Se vogliamo più carcere preventivo e diciamo che i magistrati liberano i criminali, allora dobbiamo andare fino in fondo, mettere in conto gli errori ed evitare lacrime ipocrite per degli innocenti suicidi dietro le sbarre. 3) In un sistema che resta misto (processo accusatorio/inquisitorio) e attribuisce al Pm obblighi di azione penale e ricerca della verità, la condivisione di cultura e formazione con il Giudice mi pare più ragionevole della separazione; dividere senza modificare il modello processuale crea una frattura simbolica più che funzionale.