Lo sfratto

Ieri a Fuori dal Coro si parlava dei tre che tutti conoscono e Giordano li ha definiti “criminali, pianificatori di una strage, vittime di nessun sistema, indebitati per aver fatto dei pasticci e che meritano di pagare”. Poi sono stati equiparati a degli extracomunitari spacciatori, violenti e refrattari a qualsiasi regola comunitaria ed ad un rapinatore di gioiellerie che, agli avvertimenti di un ex agente in borghese disarmato, ha risposto con una sventagliata di kalashnikov altezza uomo. Innanzitutto mi meraviglia molto come possa dolersi di quanto accaduto chi fino a ieri affermava “se entri in casa mia in verticale, puoi uscirne in orizzontale”, ma il problema è che i tre fratelli non centrano nulla con i rapinatori armati e gli spacciatori esagitati, non avrebbero architettato alcuna strage se non si fossero trovati fuori casa 30 agenti muniti di droni: quegli agenti sarebbero dovuti essere impiegati per arrestare chi infesta i giardini pubblici, rapina in pieno giorno centri commerciali oppure occupa case altrui, non per sgomberare tre disadattati da casa loro altre tre del mattino. “Tutti sapevano, conoscevano le loro intenzioni, le loro ossessioni, le loro difficoltà”. E magari aiutarli no, vero? “Si sono indebitati per rimediare ad un incidente causato!”. Appunto, per rimediare ad un errore sono finiti nei guai, è una colpa tanto grave? “Non hanno accettato la proposta del comune!”. Certo, perché volevano concludere la loro vita stentata nella loro casa, tanto strano? “Lo sgombero era legale e se la legge bada ai sentimenti il diritto perde valore!”. Benissimo, ma era quello il modo di garantire il rispetto della legge? Se si sapeva volessero far saltare in aria tutto, perché assediarli di notte, circondandoli come latitanti e favorendone la reazione estrema? Si chiamano forze dell’ordine e per una catapecchia da 140mila euro hanno agevolato un disastro. “Non erano obbligati ad agire come hanno fatto, la loro è stata una scelta autonoma!”. Ma di quale autonomia decisionale parliamo? Può avere una reale capacità di decidere chi vive isolato, emarginato, senza luce e riscaldamento, con l’incombenza di banche ed assicurazioni sul collo e con le istituzioni pronte a tutto pur di ottenere il benedetto sgombero? Io credo il bene ed il male siano, nella concretezza quotidiana, molto più in continuità di quanto pensabile.