Per i liberali
Per i liberali, ovviamente, gli estremismi sono tutti pericolosi: lo dicono sempre, giusto un attimo prima di allearsi con i peggiori nazionalismi di destra.
Per i liberali, ovviamente, l’economia non funziona in termini di bene/male, ma di giusto/sbagliato: lo dicono sempre, giusto un attimo prima di approvare manovre giuste per tutti, ma buone per alcuni (fatalità, chi li vota!).
Per i liberali, ovviamente, la spesa pubblica è dannosa: lo dicono sempre, giusto un attimo prima di plaudire a detassazioni, condoni ed innalzamento dell’età pensionabile.
Per i liberali, ovviamente, la concorrenza è garanzia di equità: lo dicono sempre, giusto un attimo prima di inveire contro la tassazione sulle banche, richiedere sussidi per Confindustria ed auspicare la nascita dei “campioni europei”.
Per i liberali, ovviamente, il commercio deve essere aperto: lo dicono sempre, giusto un attimo prima di chiudere la via della seta e sanzionare la Russia.
Per i liberali, ovviamente, l’autodeterminazione dei popoli è inviolabile: lo dicono sempre, giusto un attimo prima di ringraziare Israele per il lavoro sporco e sostenere Zelensky per mandare gli ucraini a combattere i russi.
Per i liberali, ovviamente, la pace è fondamentale: lo dicono sempre, giusto un attimo prima di predicare la necessità di una guerra per tutelarla, di nuovi eserciti e di riarmarsi contro potenze nucleari.
Per i liberali, ovviamente, la realizzazione del singolo è determinante: lo dicono sempre, giusto un attimo prima di accettare la privatizzazione di sanità ed istruzione e la “ristrutturazione” di aziende di pubblica utilità.
Per i liberali, ovviamente, i diritti sono importanti: lo dicono sempre, giusto un attimo prima di riformare il mercato del lavoro con l’armamentario della flessibilità.
Per i liberali, ovviamente, le regole sono basilari: lo dicono sempre, giusto un attimo prima di semplificare le leggi per gli investitori e le grandi aziende e congratularsi per l’attentato al North Stream 2 o provare a sequestrare i conti correnti russi.
Per i liberali, ovviamente, la democrazia è irrinunciabile: lo dicono sempre, giusto un attimo prima di imporre un governo tecnocratico (Gaza), di negare referendum sgraditi alla Troika (Grecia) o impedire in ogni modo la maggioranza vada al partito sbagliato (Francia).
Per i liberali tutti siamo uguali, alcuni sono liberi e loro sono entrambi.