Non proprio un'alternativa
Riguardo la vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt, i risultati di FdI e Vannacci (Fn) e il ritorno del nazifascismo in Europa.
1) Si dice AfD e FdI/Fn siano il nazifascismo storico e non ne mancano le motivazioni, ma chi li definisce tali è il primo ad aver messo da parte l’idea di un processo storico. Sono, per Carlo Galli, la sinistra che “dopo la dissoluzione sovietica si è arresa” e il cui scopo è “democratizzare le dinamiche del capitalismo” e il liberalismo-capitalista che “venuto meno l’avversario comunista, si è adagiato sull’autocritica negativa, per cui il soggetto non è più il prodotto della Storia".
2) Effettivamente il centrosinistra (Pd, Psoe, Spd…) cerca di redistribuire i benefici della crescita e il centrodestra non ha alcun dubbio sulla naturale sconfitta del socialismo che ha perso dal capitalismo e dall’economia di mercato non per una battaglia storica, ma perché doveva andare così.
3) In questo modo le politiche neo-liberali che la fanno da padrone in Europa (centralità dell'impresa, concorrenza, contenimento della spesa o riduzione del peso dello Stato nell'economia) non sono affatto rinnegate da FdI o AfD, ma semplicemente implementate di ciò che lo stesso neo-liberalismo ha distrutto (appartenenza, sicurezza, ordine, identità nazionale, protezione dei confini).
4) Le politiche neo-liberali hanno allontanato dalla democrazia le masse degli esclusi dall’economia di mercato, ma anche abituato le stesse a ragionare in termini neo-liberali, a percepirsi soggetti neo-liberali e recepire il solo linguaggio neo-liberale. Così diventa difficile formulare il proprio disagio in un linguaggio diverso da quello del mercato.
5) Quindi oggi vige il paradosso per cui ceti e classi storicamente di sinistra votano partiti di destra che parlano neo-liberale. Il neo-liberalismo dello Stato minimo è ciò che riescono meglio a comprendere e la destra dello Stato autoritario è ciò che la sinistra non ha più dato loro.
6) È stato un processo storico, non naturale e non può bastare a disinnescarlo l’evocazione del nazifascismo del primo ‘900. Quello non tornerà, ma continuare a richiamarlo può continuare a rafforzare quello moderno che ne riprende le idee di organizzazione economica e politica della società, non anche quelle di sterminio.
7) Purtroppo AfD e FdI/Fn tornano utili al centrosinistra per evitare il confronto con la sinistra radicale e al centrodestra per accreditarsi destra responsabile. La loro alternanza rimane salda come i processi capitalisti di concentrazione di risparmio, circolazione di risorse e sfruttamento intensivo del pianeta ai fini della crescita. Basterà per evitare uno scontro nucleare o la compromissione definitiva degli ecosistemi?
8) Certo la soluzione non potrà essere allearsi con formazioni antisistema che promanano dal sistema stesso e ne hanno integrato la logica competitiva di mercato per cui ci si potrebbe salvare soltanto da soli e l'individuo sarebbe isolato, fuori da ogni relazione.
9) Cosa fare non saprei, ma mi sembra di poter affermare che la gestione del crollo dell’Urss e la definizione del rapporto tra mondo occidentale e spazio post-sovietico abbia portato, al contrario delle aspettative, un arretramento effettivo degli spazi democratici che proprio il liberalismo avrebbe dovuto tutelare.
10) Non che prima del ’91 fosse tutto uno spettacolo, ma il fatto che AfD e FdI/Fn prendano voti nella ex DDR e tra i delusi della sinistra significa anche che non è mai stato il comunismo il vero nemico della democrazia liberale, anzi, era il suo stimolo più utile. Utile a rendere politicamente accettabili forme di redistribuzione, welfare e partecipazione sociale che oggi vengono date molto meno per scontate.