Opera d'arte
Sto per dire una banalità e ne sono consapevole, ma al diavolo: capita a volte di pensare che vivere sia vano perché alla fine si muore, ma è proprio perché alla fine si muore che vivere è sensato. Un tempo illimitato non avrebbe alcun senso, l'impossibilità di perdere qualcosa di importante rende tutto ininfluente e, se si potesse evitare di morire anche mentre si vive, allora vivere sarebbe davvero vano.
Si può morire mentre si vive? In parte si può, perché quando ci si dedica a qualcosa di impegnativo, come mantenere una relazione di qualsiasi genere con un'altra persona e poi questa persona muore, muori un po' anche tu. Tu eri "tu" perché quella relazione, quell'impego facevano parte del tuo mondo. Formavano il tuo mondo e ora non ci sono più. È ovvio che, un po', muori anche tu. In quel momento potresti desiderare di frenare, di non volere "cose importanti".
Ma dev'essere un attimo. Un attimo che ti fa venire voglia di fare della vita qualcosa di importante. Voglia di andare ancora più forte. Dev'essere questo il significato profondo di quelle frasi che tempo fa snobbavo, tipo: "Fai della tua vita un'opera d'arte". Sì, riempi la tua vita di cose importanti. Di persone con cui puoi condividere la verità, di persone che si danno scopi alti e non si accontentano della mediocrità. Non mediocrità dei risultati scolastici, lavorativi, economici.
L'altezza a cui penso non ha a che vedere con l'utilità. Ha a che vedere con l'irrilevanza, un'irrilevanza che può essere bellissima. Un'irrilevanza fragile che, per essere definita “bella”, ha bisogno del riconoscimento degli altri. Questa è un'opera d'arte: qualcosa di inutile, che richiede sacrificio immediato e, per essere definita "bella", necessita del rapporto con gli altri esseri umani. Qualcosa che può andare distrutto in un attimo e, per essere tanto vulnerabile, ha senso.