Dal dottore
“Dottore, com’è andata?”.
“A prima vista il pancreas sembra aver indetto una riunione condominiale con i signori intestino, fegato e reni per presentare domanda all’amministratore generale, pardon, cerebrale, di accettare la loro preferenza per un certo livello di zucchero. All’inizio deve aver storto il naso, poi però ha acconsentito, apprezzando il coraggio di riconoscere i propri vizi prima di rinfacciarli agli altri, senza infingimenti!”.
“Beh, un buon compromesso. E, per una volta che si sente di condomini d’accordo fra loro e con l’amministratore, non mi pare il caso di mettere zizzania… ah, invece la cistifellea?”
“Ha firmato la delega al pancreas per essere rappresentata, sa, sono vicini da sempre…”.
“Va bene, ma, scusi la mia ansia ipocondriaca, come mai non ha potuto esserci?”.
“Vediamo… trattenga il fiato… bingo! Ha dovuto sostenere un esame di matematica e risolvere dei calcoli mica da ridere. Ne è uscita con un sistema di disequazioni differenziali miste a più incognite, non troppo elegante a dirla tutta, ma ciò che conta in medicina è la certezza del risultato e la soluzione migliore è sempre la più diretta. Bene, può andar… un attimo… quelli sono…”.
(lievissimo collasso cardiocircolatorio brillantemente superato).
“Sì, sono proprio un paio di polipi!”.
“Dottore, a quanto mi risulta, quegli animali tentacolati mostrano spiccate doti intellettuali, oltre ad inquietanti capacità premonitorie. Potrebbero essere stati loro a risolvere i calcoli complessi…”.
“Ma me lo poteva dire subito che è un collega!”.
“Dottore, lei mi lusinga, ma credo avesse ragione Marcel Proust: una gran parte di quello che i medici sanno è insegnato loro dai malati…”.