È finita

È finita, è durata lo spazio di un mattino primaverile e non rivivremo mai più una delle più entusiasmanti rivalità motociclistiche dei tempi recenti: quella tra Bulega e Razgatlioglu, che si sono aggiudicati 56 delle ultime 72 gare della Superbike. È qualcosa di paragonabile alla rivalità artistica tra il più grande dei Carracci, Annibale e Caravaggio. Furono, i due pittori, agli antipodi della stessa cultura barocca: i quadri e gli affreschi ariosi, bucolici ed immaginifici dell’uno esorcizzavano le paure immortalate dall’altro, la realtà fredda, indipendente rispetto all’uomo, la differenza tra mondo e rivelazione. E la più angosciante: la morte. Dopo? La vita eterna? Il nulla? Così, la sinfonia di Nicolò, perfettamente adagiato sui pregi della scorrevolezza Ducati, ha esorcizzato in questi anni la forzatura dei limiti di staccata e cambio direzionale, divenuta marchio di fabbrica per Toprak e Bmw. Esorcizzare il dramma della ricerca del trionfo velocistico o esaltarne la tragicità? Quesito infame. Esaltare la tragicità del vivere è il modo migliore per esorcizzare il morire e i due artisti, come i due motociclisti, si sono immersi nel dramma vitale, trascinando anche me. Grazie! A Dio.