Calcio all'italiana

Il calcio italiano se l’è ormai sbranato una gerontocrazia di arrivisti spudorati, pronti a tutto pur di arraffare prebende e nuovi contratti. Per De Laurentiis “soltanto un imprenditore può sistemare le cose”. Certo, perché se uno è un buon imprenditore allora è buono a tutto. A tutto, applica lo stesso metodo: più ricavi e meno impacci. Infatti, il programma di Malagò (con lauree false e abusi edilizi nel CV) prevede grandi detassazioni per chi compra campioni dall’estero e investe nei giovani italiani. Perché i Presidenti vogliono davvero rifare grande lo sport nazionale, ma solo se possono prevederne gli interessi futuri. È una questione di soldi, per giocare bene a pallone occorre essere ricchi, far lievitare i profitti. In ogni modo, senza morale. Un altro punto del programma prevede di pubblicizzare le scommesse e sottrarre al fisco l’1% dei guadagni: 160 milioni di euro. Una generazione di vecchi senza senso della Storia. Propongono di demolire stadi funzionanti e meravigliosi, dove sono andate in scena tragedie memorabili, per fare un favore ai fondi d’investimento. Addirittura AdL vorrebbe ridurre la durata delle partite, stravolgerne le regole e creare Superleghe dove si scontrano “le grandi”. Tutto pur di attrarre tifosi sempre più ignoranti, invasati. Basta che paghino. Non resta che consolarsi scrivendo qualche verso… CALCIO ALL’ITALIANA Il calcio italiano ha il pallone sgonfio, urgono le cure da riformatorio. Giungono a schiera le auto blu dei Presidenti, ad attenderli, tribù di giornalisti. Primo, ca va sans dire, Aurelio De Laurentiis che reclama: tutti attenti! “Partite di 50 minuti, per i tifosi più impazienti; niente fuorigioco, per i tifosi più ignoranti; solo squadre blasonate, per eccitar istinti spenti”. Applausi: ipse dixit. Arriva lo Scaroni, lacchè del Cardinale, insieme a Marotta, reggente dell’Inter(nazionale). Non si sopportano, neanche nel respiro, però vanno a nozze per buttare giù San Siro. Nel loro danaroso amore c’è posto pure per il re del Generone, lo stranamente inassopito e senator Claudio Lotito. Son d’accordo i meneghini, coi romani, sui vaneggianti sbuffi vesuviani: per migliorare classifiche ed umore, che c’aiuti un prode imprenditore! No, no, han già provato con l’ex giocatore e siccome è indisponibile Briatore ecco pronto il guaritore: lo spilungone Malagò è colui che, se sol vuole, tutto può! Col dolce tono della mamma, spiega e snocciola il cronoprogramma. Uno, occorre attrarre dall’estero i campioni attraverso nuove detassazioni, tanto l’Irpef è roba da c… oni e all’Italia non servono i milioni. Due, smettiamo le morte messe e pubblicizziamo le scommesse! Venghino avanti lor signori, carne da macello per i consultori! E lo Stato sia contento se tratteniamo l’un per cento! Terzo, utilizzare tali fondi, con altri favori e sgravi, per aiutare i club a rifare gli stadi: a noi preventivi e conti, a loro utili e ricavi. Imprenditori, quanto bravi!