Ode calcistica
Ecco dunque una nuova poesia
Con scopo di tacitare l’ansia
Dell’ennesima stagione calcistica
A dir nulla poco fantastica.
La curva non si riempie di soli beoti
C’è tutto un popolo di santi e poeti
Pronti a plaudire i navigatori
Altresì oggi detti calciatori.
Sembrava proprio dolce pomeriggio
Caldo come quelli di maggio
Gioia preziosa l’istantaneo vantaggio
Del prossimo turno un primo assaggio.
Come tuono dopo il baleno
Seguì al primo fischio gol messicano
Innescato dal filtrante americano
Esplode San Siro in feroce baccano.
Poi occasioni sopra occasioni
Noi rossoneri del campo i padroni
Nel cuore mio mille emozioni
Prodromi d’aspre tribolazioni.
Disperati loro chiusi in difesa
Godevo io in trepida attesa
Del segnale di resa
E invece niente sorpresa!
L’orda del Diavolo a ognora respinta
E la sfortuna si scopre infinita
Frustrata l’impavida grinta
Di squadra via via meno convinta.
Finché terzino dal crine rosa
Stallone indomito d’aria focosa
Quadricipite che mai ha posa
Cade preda di simulazion rovinosa.
Freddo si fece di colpo meriggio
Fredda si fece sera di febbraio
Quando venne fatal pareggio
Sopra la sorte d’intero equipaggio.
Persi gli attoniti casalinghi sguardi
Tra avversari sorrisi beffardi
A festeggiare i pochi olandesi
Da buttare gli assi portoghesi.
Chi tal ti ridusse, anemico Diavolo?
Basterà invocare l’ingrato palo?
Dove siete, ignavi padroni?
A quando le opportune vostre dimissioni?