Poesia del dazio

Ora qui ci sono io, Comandante in capo solo io, Puoi chiamarmi grande Zio! Ho deciso insieme al tizio, Quello che va nello spazio: Questo è l’attimo propizio! Senza linguaggio corinzio, Prenditi un po’ d’assenzio Perché non è artifizio: Io ti stendo con il dazio! Lo so, sei al mio servizio E mi spiace, ma ti cazzio! Sono in affanno creditizio, Non è un gioco redditizio, Ballo in riva al precipizio Ed io come mi finanzio? Minaccia pure il contro dazio, Sono re del campo marzio: Non ti lascio più un sesterzio E non bado al tuo ronzio! È ufficiale il mio giudizio, Di colpo ti giustizio, Di certo non ti grazio! Bacia l’anello di topazio, È forse un buon inizio, Chiedi anche l’armistizio, Tanto non negozio! Non sarà uno sposalizio E se il dollaro è da ospizio Ai privilegi non rinunzio! Stai ancora in silenzio? Dai, è tutto fittizio! Scherzo, abuso edilizio Come se l’equinozio Si facesse solstizio! Era per ingannare l’ozio, Vederti preda di supplizio, Godere del tuo strazio, Propaganda da comizio, Ma non sarà l’ultimo screzio: Ho perso il pelo, non il vizio!