Ultimo anno nuovo

Sera dell’ultimo giorno, quarta rete. Del Presidente son ormai piene le tasche. Tocca sorbirselo a frequenze unificate. Speriamo le ridondanze siano poche. Ingoiata l’indigesta lasagna di frasi fatte, è giunta l’ora delle informate opinioni. Le nobili redazioni, nient’altro che case matte, appaiono svuotate da lauti brindisi e cenoni. Tra abiti a sbuffo e labbra arrossate, mocassini scamosciati e cravatte macchiate, giornalisti satolli a festeggiare affaccendati vengono tradotti in set improvvisati. La prima penna importunata è di Verderami: “Siamo in guerra, sappiatelo, voi lì seduti!”. Rincuoranti, questi solenni proclami. Rasserenate, spettatori sopraggiunti! Ascolta silente, Claudia Fusani. Parla di rispetto, libertà e diritti umani. Rimembranza dispersa gli “stranieri da importare, sanare e mettere a lavorare”. Poi, un altro ospite, di fianco all’acquaio: è il vicedirettore, Cappellini. “La pace ad ogni costo sarebbe proprio un guaio!”. Anche per gli ucraini? Nel mentre di tanta inconsistenza là fuori è una mattanza. Fischiano le gomme sulla folla in festa Urlano le bombe sulle macerie fumanti. È l’anno nuovo, esplodono petardi su chi non ha neanche il tetto in testa. Ma è l’annuncio, per chi ha gli ultimi soldi: “Evviva i saldi, scatti dei consumi la tempesta!”.