Ultimo anno nuovo
Sera dell’ultimo giorno, quarta rete.
Del Presidente son ormai piene le tasche.
Tocca sorbirselo a frequenze unificate.
Speriamo le ridondanze siano poche.
Ingoiata l’indigesta lasagna di frasi fatte,
è giunta l’ora delle informate opinioni.
Le nobili redazioni, nient’altro che case matte,
appaiono svuotate da lauti brindisi e cenoni.
Tra abiti a sbuffo e labbra arrossate,
mocassini scamosciati e cravatte macchiate,
giornalisti satolli a festeggiare affaccendati
vengono tradotti in set improvvisati.
La prima penna importunata è di Verderami:
“Siamo in guerra, sappiatelo, voi lì seduti!”.
Rincuoranti, questi solenni proclami.
Rasserenate, spettatori sopraggiunti!
Ascolta silente, Claudia Fusani.
Parla di rispetto, libertà e diritti umani.
Rimembranza dispersa gli “stranieri da importare,
sanare e mettere a lavorare”.
Poi, un altro ospite, di fianco all’acquaio:
è il vicedirettore, Cappellini.
“La pace ad ogni costo sarebbe proprio un guaio!”.
Anche per gli ucraini?
Nel mentre di tanta inconsistenza
là fuori è una mattanza.
Fischiano le gomme sulla folla in festa
Urlano le bombe sulle macerie fumanti.
È l’anno nuovo, esplodono petardi
su chi non ha neanche il tetto in testa.
Ma è l’annuncio, per chi ha gli ultimi soldi:
“Evviva i saldi, scatti dei consumi la tempesta!”.