Incubo patrimoniale

Un incubo, un dannato incubo. Terribile. Sarà stato il telegiornale o il disastro milanista o il vedere Verstappen guidare la Red Bull alla stregua di Tsunoda, non lo so. Fatto sta che l’ho visto. Lo scenario peggiore. Sembrava vero. Era molto peggio della morte, perché dopo morto spero sarà uguale a prima di nato, non sentirò nulla. Era anche peggio di una vita sfortunata, perché potrebbe essere che questa sfortuna mi abbia risparmiato sfortune più grandi. Ecco, è stato come se la donna più bella bella del mondo si fosse innamorata di me, mi avesse corteggiato allo stremo e, una volta capito che non avrei più potuto vivere senza di lei, si fosse stancata. Basta, non cercarmi più. Già questo stroncherebbe un rinoceronte, ma non finisce qui. Il messaggio successivo è del dottore. Anzi, è una chiamata. Me lo dica, dottore: sto per morire? Il suo DNA è mutato: lei vivrà per sempre. Lei vivrà per sempre, oggi. Le gioie e le delusioni di oggi, le vivrà domani e dopodomani e dopodomani ancora. Le angosce e le aspirazioni che prova oggi, saranno le stesse che proverà domani. Solo che per lei saranno nuove. Per lei esisteranno ancora i fenomeni di ieri, oggi e domani. In realtà esisterà solamente l’oggi… Nietzsche, l’eterno ritorno, il serpente… ricorda?... ha capito? pronto?... Si capisce benissimo, la tua vita è finita, ma non finirà mai e non c’è luogo in cui tu possa ricominciare come prima, in cui tu possa sfuggire al tuo destino. Tornando a noi, dicevo di un incubo. In pratica, nel sogno, il mio conto corrente è cresciuto a dismisura. 10, 100, 200 milioni di euro e altrettanti di dollari. Accendo il notiziario e sento che Landini, Meloni, Renzi, Conte e Bonelli hanno imposto una patrimoniale. Il Pd ha votato no. Allora telefono subito al mio deputato di riferimento, quello corrotto che spaccia per questioni di diritto la tutela dei miei interessi in parlamento (tutti i ricchi ne hanno uno). Dice che lui è stato eletto dal popolo italiano e quel popolo deve tutelare. Gli chiedo se si è bevuto il cervello. Chiamo il mio avvocato: questa tassa è illegale, su quei soldi ho già versato le imposte. Certo, ribatte, la patrimoniale non è legale. È giusta! Torni a giurisprudenza, sbotto: le leggi non sono giuste o sbagliate, ma utili o meno alla garanzia di ordine. Chi possiede di più, comanda di più. È il garantismo. Provo con il commercialista. Possiamo spostare i soldi a Montecarlo? No, i comunisti hanno assaltato la Rocca e cacciato Ranieri. Cristo… investiamo in qualche paese povero, a loro servono dollari e io gli chiederò il 20% al mese! Negativo, chi fa certe mosse viene inseguito dalla Troika. Trova una soluzione, ti pago per questo, per la miseria! C’è una cosa, in effetti… vieni da me domani, 8.45… ti farò la dichiarazione dei redditi. Non l’ho mai fatta, perché dovrei iniziare adesso? Perché la tua vita è finita, ma non finirà mai e non c’è luogo in cui tu possa ricominciare come prima, in cui tu possa sfuggire al tuo destino: devi pagare le tasse, tutte e nessuno potrà essere corrotto per salvarti. Chiaro? Sono nel panico e… driiiinn! La sveglia! È finita! Apro il Corriere e tutto torna normale: Landini sbertucciato da Meloni e Salvini, Renzi parla di patrimoniale come autogol per la sinistra, Conte traccheggia e Tajani inveisce contro l’unione sovietica. I capitalisti sono liberi di proseguire lo slalom tra rottamazioni, detrazioni e paradisi fiscali. I politici, gli avvocati e i commercialisti mantengono l’ordine gerarchico. Soprattutto, io sono tornato povero e non devo più temere di perdere i milioni che non ho!