Giustizia giusta
A me la separazione netta delle carriere può anche andare bene, come il sorteggio per la parte di Csm eletta dalla magistratura e l’istituzione di una Corte disciplinare formata da magistrati. Non riesco però a comprendere la proposta di creare due distinti Csm per magistrati Pm e giudicanti, specie se definita misura di natura liberale.
Il Pm dispone di molti più mezzi per provare la colpevolezza dell’imputato rispetto alle possibilità di quest’ultimo di dimostrarsi innocente, ovvio. Attualmente il potere dell’accusa è limitato soprattutto dall’imposizione costituzionale del Csm unito: l’organo di disciplina per magistrati è formato da Pm e giudici. Di conseguenza non emanerà norme di sottomissione di una figura all’altra, né devianti dallo scopo di appurare la giustizia.
Oggi il giudice controlla chi muove le accuse, entrambi sono “formati” alla ricerca della verità e valutati dallo stesso Csm in base al successo di quella ricerca; domani l’accusatore sarà controllato, formato e valutato da altri accusatori. Questa è una divisione dei poteri che rimuove i controlli reciproci tra i poteri stessi: non è un principio liberale.
Se fossi indagato e difeso da un avvocato d’ufficio, vorrei almeno sapere il Pm (che può perquisirmi la casa, sequestrarmi il pc, intercettarmi il telefono…) limitato dal giudice e alla ricerca della verità. Il rischio della riforma Meloni non è quello paventato dalla Schlein di vedere il Pm controllato dal governo, non ancora: piuttosto il Pm diverrebbe dipendente solo da se stesso.
La Corte disciplinare comune potrebbe sanare delle irregolarità a babbo morto, ma il problema starebbe a monte, in quanto il Pm potrebbe essere mosso dalla sola spinta ad accertare la mia colpevolezza e non anche la giustizia per tutti.
Contrari al ddl Nordio sono tra gli altri Franco Coppi (ex difensore di Berlusconi, e membro di Forza Italia) ed Ernesto Carbone (avvocato e renziano). “Non ho mai avuto l’impressione che un giudice abbia pronunciato una sentenza perché intendeva rispettare il collega dell’accusa”; “Non è che separando le carriere si risolvono i processi lenti”; “Il doppio Csm è il passo per portare il Pm sotto controllo del governo”.
Qui uno potrebbe fare un ragionamento. La separazione tra poteri è un principio liberale spesso sfruttato dal capitale per infilare i propri interessi fra le beghe di magistrati, governanti, politici e banchieri centrali. Se io stesso mi lamento della totale indipendenza politica della Bce, perché non dovrebbe allettarmi l’idea di maggiore controllo politico della magistratura?
Ma questo controllo c’è già: il presidente della repubblica presiede il Csm ed è eletto dal parlamento, che elegge parte del Csm e crea le leggi fatte poi rispettare dalla magistratura. A me pare abbastanza.
Lo scopo del governo potrebbe essere quello di andare verso i modelli tedesco e francese, dove il Pm è influenzato dall’esecutivo, ma è un buon modello? In Germania un 85enne è stato arrestato per un post contro Netanyahu ed in Francia un partito discutibile, ma votato da milioni di persone, è stato squalificato.
Preferisco la giustizia all’italiana, pur nella sua imperfezione che la riforma del governo fa poco per risolvere.