Import/export II

Dopo la seconda guerra mondiale, l’idea di agganciare il dollaro all’oro e poi quella di abolire la controvertibilità nel ’71 ha dato origine ad un mondo di Stati in eterna competizione commerciale, tutti alla ricerca di mantenere le esportazioni in attivo rispetto alle importazioni. In assenza di seri meccanismi di compensazione, una bilancia commerciale attiva è sempre meno svantaggiosa di una negativa. Esistono quattro tipi di paese. Esportatori ricchi, i cui governi scelgono di puntare sull’export di comune accordo con banche centrali, parlamenti, sindacati e industriali oppure controllando gli altri organi (Germania, Norvegia, Cina, Paesi del Golfo); Esportatori poveri, i cui governi cedono le risorse del paese o sfruttano le popolazioni facendole lavorare a basso costo per rivedere i prodotti (Libia, Russia, Cambogia, Bangladesh); Importatori ricchi, i cui governi puntano su finanza e delocalizzazione di industrie scomode (Francia, Uk) oppure dispongono di una valuta di riserva internazionale (Usa); Importatori poveri, i cui governi sono costretti ad aprire le porte al capitalismo predatorio (Africa subsahariana). Tutti e quattro i tipi di paese NON hanno interesse al cambiamento. Gli esportatori sono avvantaggiati, mentre i cittadini non hanno la possibilità di ribellarsi alle oligarchie dello sfruttamento; gli importatori non dispongono di risorse per reindustrializzarsi senza causarsi una recessione, mentre i governi hanno la consapevolezza di essere fondamentali per il capitale industriale e finanziario. Tutti i cittadini avrebbero interesse al cambiamento: i tedeschi pagano la bilancia attiva con la compressione del mercato interno e l’austerità, i russi non possono lamentarsi per legge; gli americani pagano le borse gonfie con le fabbriche vuote, gli egiziani emigrano. Tale sistema di squilibri si regge in piedi per un po’, fintantoché rischia di cadere: allora, lo sventurato di turno pagherà per tutti. Questo grafico (1) mostra la bilancia commerciale di alcuni membri Ue. Tra 2000 e 2008, i nordici frugali hanno guadagnato; i mediterranei Italia, Grecia, Francia, Spagna e Portogallo hanno perso o continuato a perdere. Nel 2008, 5 paesi su 10 avevano dati negativi. Poi la crisi, Monti, Draghi, la Troika, Tsipras, lo spread, le pensioni più tardi, le privatizzazioni ed i tagli. Entro il 2015, solo 2 paesi avevano dati negativi e per questioni di zero virgola. Le misure intraprese da Grecia, Spagna e Portogallo hanno permesso il miglioramento della bilancia commerciale. Un miracolo? No, la compressione della domanda interna, ciò che ha spiegato Draghi (2) negli ultimi anni. Il miracolo è uscito dalle tasche dei cittadini. È un sistema antidemocratico, perché fa pagare alla popolazione scelte politiche di parte; ipocrita, perché i paesi in surplus lo sono grazie a quelli in deficit cui fanno la morale; anticristiano, perché non perdona la difficoltà e ne approfitta; antiumano, perché ignora la sofferenza di popoli costretti a migrare e prepara il terreno allo scontro frontale tra chi percepisce il deficit come dipendenza ed il surplus come vitale, più delle vite che muoiono per difenderlo. La soluzione esiste da sempre: alcuni governi europei potrebbero creare una zona di compensazione commerciale nella quale i paesi in surplus siano costretti a riequilibrare la situazione con investimenti interni e sovvenzioni dirette ai cittadini, non ai politici, dei paesi in deficit. Se poi partecipassero paesi africani, Russia e Cina, l’Europa avrebbe risolto tre problemi: migrazioni, guerra con la Russia e importazioni dalla Cina. Tutti insieme avrebbero la forza contrattuale per imporre agli Usa di rinunciare al regime del dollaro, sempre più difficile da mantenere. Tutti i cittadini ne guadagnerebbero, non i governi garanti delle multinazionali della globalizzazione o le aziende esportatrici. Significa che è necessario il coinvolgimento popolare e che bisogna abbandonare la logica di questa foto, nella quale il vicino di casa è il primo nemico. È un progetto ambizioso, certo, ma realizzabile (3). Tanto ambizioso quanto criminale non fare nulla. (1) https://ourworldindata.org/grapher/external-balance-on-goods-and-services-as-a-percent-of-gdp?tab=line&time=earliest..2024&country=DEU~FRA~ITA~NLD~DNK~SWE~AUT~GRC~PRT~ESP (2) https://www.avvenire.it/.../austerita-mania-dellexport... (3) https://www.corriere.it/.../bretton-woods-capolavoro...