Io la penso così
Da un’intervista al generale Petraeus e qualche articolo di Fubini sembra emergere l’idea secondo cui l’Ucraina, dotata delle giuste finanze (i soldi russi fermi in Belgio) per produrre le giuste armi (milioni di droni e miracolosi missili Flamingo) ed assistita dalle giuste sanzioni secondarie (le primarie funzionano benissimo, quindi), potrebbe tranquillamente sopportare altri due anni di guerra.
Non solo: in questi due anni la Russia, vedendo l’Ucraina sempre più armata, non si sognerebbe mai di ricorrere alle estreme conseguenze nucleari e continuerebbe a sacrificare uomini e risorse finché o Putin verrebbe rovesciato o, accorgendosi di aver finito le munizioni, chiederebbe scusa a tutti restituendo i territori occupati.
Innanzitutto c’è da dire che, per la Russia, l’Ucraina è croce e delizia. La guerra a Zelensky ha fortemente ridotto le possibili pretese imperiali del Cremlino. L’Europa non sarà più (tanto) dipendente da gas e petrolio, la Finlandia ha abbandonato la neutralità, Medioriente e Caucaso ribollono tra Siria, Georgia e Kazakistan ed il rapporto con la Cina è soffocante: tutto sacrificato sull’altare di Kiev. Questo rende tuttavia imprescindibile concludere decentemente la guerra: mantenere l’Ucraina neutrale e poco armata e sancire le conquiste di Donbass e Crimea (accesso al mare per la flotta), sono obiettivi vitali a cui Putin non rinuncerà mai.
Secondo, l’Ucraina sconta una gravissima penuria di soldati e ne parlano giornali e siti di qualsiasi nazione, orientamento, tiratura: Corriere, Manifesto, Analisi Difesa, Politico, Newsweek, New Yorker, Times, Kyiv Independent. Le perdite al fronte sono altissime, come per la Russia, che tuttavia parte da 140 milioni di persone. L’Ucraina da 25.
Potrebbero i paesi europei, feroci oppositori del piano Trump, fare qualcosa in tal senso? Ebbene, Baltici, Finlandia, Svezia, Norvegia, Danimarca, Olanda, Belgio, Bulgaria, Croazia, Montenegro, Ceca, Slovenia, Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna contano assieme, tra effettivi e riservisti, circa 700mila uomini: gli stessi che la Russia schiera attualmente al fronte. I riservisti sono almeno un milione e mezzo.
Armi? La Nato produce 1 milione di munizioni spendendo 4, la Russia produce 4 spendendo 1. Parole del generale Camporini. Piano di riarmo europeo? non funzionerà, è un’operazione utile ad arricchire gli industriali e incapace di distinguere tra ciò che è necessario o meno. Parole del generale Tricarico. Sanzioni secondarie? Impossibili: oggi gli Usa importano dalla Cina il 70% delle materie prime necessarie per chip, cellulari e computer. Non possono colpire Xi, al massimo blandirlo. Parole del Corriere.
Conseguenze. 1) se l’Ucraina può sostenere altri due anni di guerra, non si vede perché non dovrebbe riuscire a farlo anche la Russia; 2) se l’Ucraina venisse armata sempre di più, verrebbe esposta alla inevitabile rappresaglia russa.
I Macron, Meloni, Merz e Starmer dovrebbero tenere in considerazione tale scenario quando parlano di stallo al fronte, bene per l’Ucraina e pace giusta. Non lo fanno, ma non per ottusità. Sanno benissimo a cosa non possono più ambire la Nato, l’Occidente e Zelensky e sanno a cosa non può rinunciare Putin. Come dice il generale Capitini: “Rendere commestibile una narrativa di questo tipo non è facile ed è probabile possa avvenire solo di fronte a una vera e propria débâcle militare”.
Io al momento la penso così.