Individualità
Non capisco, proprio non riesco, perché insistere nel paragonare la resistenza italiana a quella ucraina. L’Ucraina del 2022 e l’Italia del 1943-45 si somigliano solo nella testa di chi ragiona ideologicamente, cioè crea delle individualità e, solo per il fatto di averle create da sé, le immagina autosufficienti. Dal punto di vista storico, filosofico e materiale: queste individualità non devono la loro sostanza ad una determinata situazione concreta, empirica e verificabile o almeno discutibile. No, sono soltanto forma, una forma mentale che racchiude il nulla.
Dire che la libertà degli ucraini è da perseguire se pensiamo fosse perseguibile quella degli italiani è una frase senza capo né coda e chi la pronuncia mette in luce le contraddizioni che la rendono insensata. Non esiste la libertà come individualità autosufficiente: esiste una libertà legata ad una determinata situazione materiale, una libertà la cui evoluzione storica ne determina anche la definizione filosofica. Quando dico “libertà degli italiani (del 1943-45)” intendo già una libertà particolare ed il fatto che fosse moralmente degna di essere perseguita non è sufficiente a rendere altrettanto degna la “libertà degli ucraini del 2022”. Magari quest’ultima lo è di più, ma ciò potrà essere stabilito dopo il confronto tra due libertà dalla diversa sostanza, non a priori in base a libertà dall’identica forma.
Si potrebbe dire "la resistenza italiana e quella ucraina non sono la stessa cosa, ma entrambe coinvolgono una popolazione che reagisce a un'aggressione". In realtà anche questa rischia di essere un'individualità autosufficiente. Veramente si tratta di un popolo che resiste ad un'aggressione esterna? Veramente possiamo stabilire senza troppi problemi la sostanza comparabile tra aggressione hitleriana e putiniana? Certo, ma soltanto assumendo Hitler e Putin come altre individualità autosufficienti prive di genesi ed evoluzione storica.
La resistenza ad Hitler fu ritenuta degna di essere perseguita ad ogni costo, sopportabile fino ad una vittoria senza prigionieri. Non si disse "sconfiggiamo il nazismo perché non può averla vinta e sopravvivere", si disse "sconfiggiamo il nazismo perché le più potenti nazioni del mondo ci sostengono (creando le condizioni materiali della vittoria) e perché altrimenti non sopravvivremo noi". Sia chiaro, non sto dicendo che il nazismo fu combattuto per mero cinismo, ma che la sua sconfitta fu perseguita sulla base di una situazione concreta, reale. Per assurdo, se gli americani e gli inglesi avessero deciso di allearsi con Hitler per abbattere i russi, la resistenza italiana sarebbe stata diversa oppure mai avvenuta: perché allora il nazismo avrebbe avuto ragione? Allora gli italiani non sarebbero stati degni di battersi per la libertà? Naturalmente non è così.
La storia non è il tribunale delle individualità autosufficienti, è il processo di forze, interessi e possibilità materiali. Potrei pensare Putin meriti di essere ricacciato indietro, ma non potrei sentirmi moralmente in pace per il fatto di non commisurare tale idea con la situazione storica: qui non si tratta di una sfida tra cavalieri senza macchia, si tratta di salvare le persone.