Leone principapa di Monaco e Lapo guardia in Svizzera
Capisco che il Papa rimanga pur sempre un capo di Stato con obblighi diplomatici e non possa presentarsi al pubblico monegasco facendo una tirata in stile Savonarola sulla ricchezza smodata e salutare tutti invitandoli a lasciare tutto e seguirlo, pena la scomunica a divinis. Però, proporre a quel pubblico la parabola dei talenti potrebbe avere un effetto collaterale sgradevole.
Perché a Monaco non vive gente dimentica di aver ricevuto dei privilegi e dunque da ricondurre alla condivisione “buona e giusta”. A Monaco non vivono persone che hanno lavorato per accumulare ricchezze di cui dovrebbero “concedere” una minima parte a chi non si è dato da fare abbastanza. E se anche fosse, per il cristianesimo non sarebbe affatto importante. Il padre del figliol prodigo lo riaccolse senza chiedere cosa avesse combinato e senza badare alle rimostranze del fratello laborioso: anche avessero lavorato di più, non li autorizzerebbe a sentirsi “gentili”, oltre che “bravi”.
No, essere ricchi e donare qualcosa dopo aver eluso il fisco non è altruismo, è la fiera dell’egoismo. Significa sfruttare al massimo, consapevolmente, un sistema delle relazioni economiche internazionale malato, nel quale l’iniquità non è la deviazione, ma la regola. La conseguenza naturale. È la ritirata dello Stato nazionale dalla sua sacrosanta prerogativa di organizzare il ciclo macroeconomico a creare il paradiso fiscale di Monaco. È la finanziarizzazione economica a rendere necessario il paradiso fiscale di Monaco.
Le libertà dei capitali e dei commerci permettono a chi è già ricco di investire nei mercati più floridi e produrre nei paesi più poveri, Wall Street si rafforza ed il terzo mondo sprofonda. Le politiche anti-inflazione e di indebolimento del lavoro permettono la ridefinizione dei rapporti sociali in favore dei creditori, dei ricchi. Le privatizzazioni offrono ai ricchi nuove opportunità di guadagno e ne rendono fondamentali le stesse ricchezze. Si tratta di condizioni politiche e convinzioni ideologiche umane, terrene, bisogna combatterle qui sulla terra, con la filosofia e lo studio delle cause materiali, con la cultura. Bene gli appelli morali, solo finché non offrono ai ricchi uno specchio per allodole.
Si tratta di intervenire su fatti materiali prima che diventino categorie dello spirito. Prima che Lapo Elkann possa spiegare che in Svizzera tutto è più tranquillo, umano, senza tensioni sociali, le strade pulite, le pene irrilevanti. In Svizzera non c’è più umanità, ci sono soltanto meno tasse. Tutto è più tranquillo perché a scontare le tensioni che ti hanno reso ricchissimo, caro Lapo, sono gli altri paesi. Che hanno bisogno del paradiso fiscale dove vivi tu