Mi vergogno e mi indigno
1) Per sconfiggere l’Iran o quantomeno poter dire di non aver perso in Iran occorre liberare Hormuz. Tornarsene a casa con il regime ancora al potere (indebolito, e ci mancherebbe altro visti i termini di paragone militare tra Usa/Israele e Teheran) e lo stretto a scartamento ridotto sarebbe politicamente improponibile, seppur economicamente conveniente. Improponibile per la posizione internazionale degli Usa, costretti a valutare, quando compiono certi sprechi di credibilità, se il risultato diplomatico vale la candela. E, se il risultato di una guerra che rende bene l’idea del rischio di fare accordi con gli Stati Uniti a Putin, Xi e soprattutto agli alleati e a chi è sul “chi va là” tra Washington e Pechino (Sudamerica, Sudest asiatico, Africa, India) fosse un nulla di fatto e un disastro per il commercio globale, chiaramente non potrebbe andare bene. Per ottenere la riapertura occorre una trattativa o un’azione di guerra vera. Le parole di Trump significano sicuramente che l’ha realizzato anche lui. Non ho le stesse certezze che significhino la preferenza del presidente per la seconda opzione.
2) L’Europa è lontana dal realizzare alcunché? Magari, magari i capi europei fossero soltanto incapaci, magari i governi nazionali fossero soltanto incapaci di scorgere la convenienza dell’agire solidale. No, la realtà è molto peggiore, tutti seguono uno schema ripetitivo, preciso, prevedibile.
Lagarde parla di aumentare i tassi di interesse per abbassare l’inflazione perché l’Unione monetaria europea è nata con il preciso scopo di tutelare il grande capitale finanziario. La teoria di Milton Friedman permise negli anni ‘70/’80 a Francia e Germania di trovare l’accordo: i galletti guadagnarono la possibilità di influenzare il Marco senza cedere potere ad istituzioni sovranazionali, i crucchi la possibilità di esportare beni a dismisura senza intralci di solidarietà fiscale verso i paesi del sud e timore di picchi inflattivi. Da qui la regola secondo cui primo obiettivo della Bce è il controllo dell’inflazione. Iberici, Italia e Grecia sono stati massacrati da una ideologia di parte imposta come teoria scientifica generale.
3) Riguardo la questione energetica, il problema è quello di tutti gli altri settori: l’Europa non dispone di meccanismi di compensazione import/export. Chi esporta vince, chi importa perde e chi perde paga. Semplice, spietato. Nel territorio Ue ci sono paesi che esportano energia (Francia, Olanda, Norvegia, Polonia) e altri che importano (Germania, Italia). Ciò porta a squilibri, sprechi, inefficienze, prezzi alti, posizioni di rendita e inquinamento. La Germania ha la capacità fiscale di passare a fonti rinnovabili, la Norvegia gode del mercato unico e non sconta l’onere dell’euro mentre inonda l’Unione di petrolio, la Polonia vende energia prodotta da carbone, l’Olanda è hub del gas atlantico e l’Italia vorrebbe imitarla per quello mediterraneo (leggere Crosetto al Corriere). Non c’è nessun obbligo di solidarietà e riequilibrio, in pieno stile anni ’80. L’Europa nasce nel cinismo e morirà nel cinismo. Ridurre questi squilibri non risolverebbe tutti i problemi, ma non sarebbe affatto male. Ma ognuno difende il suo ombelico.
4) Austerità, egoismo e sottomissione alle esigenze americane: la ricetta dell’Ue. Infatti Crosetto ha detto stamattina al Corriere che oggi, senza la Nato, l’Europa sarebbe minacciata dall’Iran. Quasi fossero stati i pasdaran ad attaccare gli americani. Rivedere il nostro rapporto con gli Usa? “Soltanto chi è stupido può pensare che si possa rompere questa alleanza”. Parola di ministro. E noi piuttosto di passare per stupidi e prenderci il gas russo, di accordarci con Cina e India per costruire una zona commerciale con compensazioni import/export e di mollare gli israeliani in favore della concordia col mondo islamico, sanzioniamo la Russia, aiutiamo l’esercito americano nella guerra contro l’Iran e riempiamo di soldi Bin Salman. Perché siamo intelligenti!
5) Io mi vergogno e mi indigno in quanto cittadino europeo e italiano del fatto che Nicola Porro abbia ospitato ieri sera a Quarta Repubblica la gracchiante vocina di Edward Luttwak per consentirgli di dire che l’Europa si rifiuterebbe di “pagare agli Usa il tributo per aver annullato la capacità nucleare iraniana”, dopo la schifosa intervista rilasciata dallo stesso Luttwak al Riformista nella quale ha definito gli italiani come insensibili alle violenze del regime di Teheran e schizzinosi nei confronti della guerra. Chiosa sulla Meloni? “È andata sei volte al Vaticano di Palm Beach per prostrarsi e dimostrare la sua infinita lealtà”. Luttwak è ciò che si è sempre dimostrato, ma Porro si è del tutto sconfessato.