Ripugnante
È davvero ripugnante chi favorisce un atteggiamento, prima ancora di un comportamento, propedeutico allo scontro. Perché, ha ragione Mattarella, guerra e pace sono “un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli”.
Io dunque spero possa finire la guerra civile americana tra i realisti trumpiani (Vance, Hegseth) ed i nostalgici anti-Trump, ma infiltrati nell’amministrazione del presidente (Rubio). Oppure influenti su enormi “poteri collaterali” come la Cia (Petraeus e simili). I realisti vorrebbero chiudere i conti con il passato imperiale, mentre i nostalgici ne riannoderebbero volentieri i fili ed è evidente la conseguenza di tale scontro a livello internazionale. Per i primi la Russia è un partner da recuperare nella sfida industriale alla Cina. Per i secondi la sconfitta della Russia è una cuccagna per la finanza delle armi (e non solo quella).
Questo scenario, con le dovute sfumature, piove, al momento, sulle teste dei soli ucraini “per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del gelido inverno”.
Unito al sacro cinismo europeo che, messo davanti alla tragica alternativa di riconoscersi alla mercé di Trump e Putin o dichiarare guerra ad una potenza nucleare, ha scelto la patetica via di mezzo. Patetica e nauseante perché prevede di estenuare l’Ucraina, prolungarne la resistenza fino al collasso della Russia o alla più probabile disfatta di Kiev. Allora, come ripete furbescamente la Meloni, “solo l’Ucraina potrà decidere”.
A quel punto, quando i cittadini chiederanno: “Perché abbiamo sostenuto una guerra inutile perdendola?”, Merz, Macron e Meloni risponderanno: “È vero, è stata una guerra inutile, ma non c’erano alternative e sono stati gli ucraini ad arrendersi”!
Tutto questo è ripugnante.
Lo è anche il multilateralismo internazionale, della Nato e degli altri arnesi del Washington Consensus, brandito da Mattarella per difendere l’Europa da chi pretende di imporle “la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio”: il nazionalismo di Putin, quindi.
Bene, io sono abbastanza convinto che l’internazionalismo di Mattarella non sia affatto un genuino “volgiamoci bene, siamo tutti fratelli ed i confini sono brutti”. Mattarella è il classico nostalgico di un mondo nel quale i capitali americani erano liberi di scorrazzare e penetrare ovunque (Ucraina) ed escluderne chiunque (Russia). Gli europei, protetti dalla mitica “Alleanza Atlantica, coordinata della nostra azione internazionale”, erano i servi felici del sovrano.
Ciò è ripugnante almeno quanto la narrazione di Putin che spaccia la pretesa nazionalista russa di soggiogare l’Ucraina per difesa della popolazione russofona del Donbass.
Ripugnante e falso: Mattarella e Putin rappresentano lo scontro tra interessi economici opposti e cioè il “modo di pensare” della guerra.