Strategia K
Il doppio standard degli Stati Uniti non è un rimprovero complottista, è una linea strategica di politica estera resa esplicita da Jeane Kirkpatrick ad inizio anni ’80 ed implementata dalla presidenza Reagan in poi. Secondo lei alcuni democratici idealisti pretendevano che a "riformarsi" fossero soltanto i regimi di destra e non anche quelli marxisti. In pratica, se i regimi marxisti devono essere lasciati autodeterminarsi in nome dell'indipendenza dei popoli, perché questo principio non dovrebbe valere anche per regimi destrorsi? Per di più, sempre secondo Kirkpatrick, i regimi di destra erano molto più riformabili in senso democratico rispetto a quelli marxisti.
Una visione realista della politica? Non credo, potendola anche giudicare ex post, oggi. Intanto, che un regime di destra e dunque conservatore possa essere più facilmente riformabile di uno marxista e dunque aperto al concetto di dialettica mi pare una contraddizione in termini.
Poi, era ovvio che una strategia simile avrebbe legittimato il sostegno alle attività di regimi anticomunisti, ma non certo democratici. Intendo: gli Stati Uniti avrebbero accettato una democrazia che nazionalizza il petrolio in Venezuela? Avrebbero preferito una democrazia che usa il petrolio venezuelano per i venezuelani o un regime di destra che però garantisce alle aziende di estrazione americane delle corsie preferenziali? Ancora, il sostegno a certi regimi tra cui quelli sudamericani dell'operazione Condor o quelli iraniano dello Scià e filippino di Marcos, hanno provocato più o meno repressione di altri regimi sostenuti dai sovietici?
Infine, due notazioni. La strategia di Kirkpatrick si è storicamente tradotta nell'evitare che regimi di destra venissero scalzati dai marxisti o nell'evitare che paesi non allineati scegliessero il marxismo o comunque l'autonomia strategica?
Oggi il marxismo è praticamente scomparso perché anche paesi comunisti (Cina) funzionano da capitalismi con lo Stato azionista di maggioranza. Eppure gli Stati Uniti sostengono regimi autoritari (Arabia Saudita) perché favorevoli al proprio sistema economico, ma attaccano paesi egualmente repressivi (Iran, Venezuela). Allora forse la strategia non era tanto volta a sostenere regimi in ottica democratica transnazionale, quanto a sostenere forme di governo di qualsiasi tipo, ma favorevoli alla nazione statunitense. Ed è per questo che Khamenei ha trovato la morte, non perché fosse più disumano di Suharto o Pinochet.
Pensare di abbattere tutte le dittature, per quanto sanguinarie, con blitz o invasioni armate in grande stile è una fantasia impossibile degna del dottor Stranamore, ma non di analisi sofisticate. Pensare di abbattere tutte le dittature sfruttando il potere di imporre sanzioni mostra, a mio avviso, l’incomprensione di meccanismi economici di fondo. Perché le sanzioni sono tanto efficaci da mettere in ginocchio spietati banditi antidemocratici? Perché tutti, anche loro che odiano tutto ciò che rimanda vagamente a Washington, hanno bisogno di procurarsi dollari per accedere ai pagamenti internazionali: privilegio del dollaro, si chiama.
Chi viene sanzionato dagli americani o cade rovinosamente o cerca di creare un circuito alternativo al dollaro e si dota nel frattempo di strumenti di deterrenza militare adeguati. Se riesce a creare un circuito alternativo, ma non 15-20 testate atomiche, fa la fine di Maduro e Khamenei: erano riusciti a sopravvivere alle sanzioni (facendole pagare ai poveri cristi venezuelani ed iraniani) dando vita ad un commercio sottobanco di risorse energetiche con la Cina che non prevedeva l’uso del biglietto verde. Un messaggio terribile per il resto del mondo. Quindi sostenere le sanzioni significa esasperare la penalizzazione di altri paesi che non siano gli Stati Uniti o i governi che hanno di buon grado accettato la sottomissione alle regole del gioco stabilite allo Studio Ovale.
Le sanzioni funzionano perché basate sul vantaggio del dollaro e la difesa di tale vantaggio era l’obiettivo della dottrina Kirkpatrick. Con ciò vorrei dire che prima di pensare ad abbattere le dittature del globo terracqueo, bisognerebbe provare a costruire un mondo economico privo di squilibri. Perché sono questi alla base della nascita e del comportamento delle dittature che ci inorridiscono.