88 milioni

Ottantotto, due otto Due infinito in verticale Il nostro amore fa male Il gioco che si è rotto Tutto pareva incanto Invece ora sono stanco. Vero, ti ho tradito Uno sputo in faccia Tu come hai reagito? Sicura poi ti spiaccia? L’hai presa per fortuna Sei volata sulla luna! La buona sorte adesso è mia Centro alla lotteria! Ho fatto proprio di nascosto Dannazione, l’hai scoperto Vuoi la tua giusta metà Sarebbe salva l’onestà. Ma perché fare una parte Se possiamo andare oltre? Vuoi un angolo di cielo E puoi avere il paradiso? Perché uno spicchio a testa? Sei sadomasochista? Mostriamoci fuori felici Dentro ancora tristi Che neanche in scatola le alici! Non siamo disfattisi Restiamo sempre assieme Capisci, ci conviene! Scambi il nostro infinito Con il tuo solo tanto? Non salvare il falso pudore Non badare all’apparire! Meglio poco e l’onore O tutto senza amore?

All'armi

All’armi! All’Armi! All’Armi europeisti! E noi siamo del Vecchio Continente Invincibile avanguardia benpensante! E noi siamo risorti a Ventotene La nostra fortuna ci appartiene! Sempre inneggiando l’Europa nostra Che tutti uniti difenderemo Dal nemico che si mostra Senza mai posa noi straparleremo! All’armi! All’Armi! All’Armi europeisti! Lo scopo nostro tutti lo sappiamo: Difendere democrazia e pace. Indomito sforzo e coraggio audace Sicuri i volti avvolti di fresca luce Ferme le membra di roccia scolpita Caldo il cuore di paura passita. Rischioso gioco il sospiro di vita Volenteroso amor d’Europa millantiamo! All’armi! All’Armi! All’Armi europeisti! Covati dalla chioccia americana Dismessa ogni volontà guerriera In favor di non violenta ubriacatura E l’aria pacifinta sì lugubre, malsana. Al diavolo, Stato assistenzialista! Dilegua, impudente disfattista! Dell’invasore, tu sei la festa Esponi tutti alla certa conquista. All’armi! All’Armi! All’Armi europeisti! Del puntinismo siamo gli avversari Perché non voglion noia né gloria Perché son bocche da propaganda Nessun di loro merita memoria! Sempre gridando: “Viva l’Ucraina!” Sgomineremo per procura l’orsuta banda Senza pensare al missile nucleare Ultima russa linea rossa da sfondare!

Una mattina

Una mattina mi son svegliato Ho trovato il mondo matto. Dal cielo cadon fuochi, ceneri; Si è accordato il dottore Col capo delle onoranze funebri: Son bastate un paio d’ore. Una mattina mi son svegliato Me n’ero ormai dimenticato. È canto del Medioriente Persone morte, erano vive È il verso del mostro latente La morte senz’alternative. Una mattina mi son svegliato Non era come immaginato. È il momento di votare La pace attraverso la forza È il tempo di lasciare, sparare Alla mollezza che ci smorza. Una mattina mi son svegliato E che cose che ho capito. Vergognoso sei, pavido disarmo Piu penoso, riottoso pacifismo Virile è difendere i confini Maschio è piangere gli ucraini. Una mattina mi son svegliato E l’incubo è iniziato. Si duole in parlamento Il truce John Elkann: Sarà sempre godimento Per lui ed il suo clan! Una mattina mi son svegliato E il sogno è ormai finito. Vedevo Mattarella alla cornetta Chiamava Zacharova: A Marsiglia, le diceva, Fu solo barzelletta…

Uno normale

Io sono uno normale Non bado alle provocazioni Nutro miti sentimenti E se cedo a istinti bassi Poi torno sui miei passi A volte resto rancoroso Ma lo so che è pericoloso Anch’io sono ambizioso Ma niente di sfarzoso E non sono schizzinoso Reagisco un po’ di pancia Poi però ragiono Porgo l’altra guancia E in genere perdono. Io resto normale Finché non sento chi sta bene Provare a farsi male Perché ne ha le tasche piene Di una vita troppo facile. Salgono i palazzi Giocano sui tetti A me sembrano pazzi E non nutrono sospetti Loro devono rischiare Non basta tirare a campare. Quando vanno giù Io non mi tengo più E mi escono improperi Inauditi cattivi pensieri. Mi pento presto Di queste conclusioni Non saper che fare È peggio di molte punizioni. Mi prendo un attimo di riflessione Penso la mia condizione E ne riscopro le fortune Essere invalido Mi dà quel brivido Senza volermi impavido. Perché questa malattia È un dannato sport estremo Vuoi pace nel tuo angolo di terra Ma basta un attimo Ti ritrovi a far la guerra. Basta non mangiare purea Balli tra esofago e trachea Basta lavare i capelli Senza maschera a naselli Per salire a diecimila metri Volare in aereo senza vetri Basta lo yogurt quando non è ora Ti chiedi se ce la fai ancora. Duchenne Non è solo condanne Non serve provare a morire Per sentirsi vivere Serve solo vivere A capire che è stupido morire. E se morire Si scopre veloce Forse vivere È la sfida audace!
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