La vita estiva

Si possono sopportare le angherie della vita estiva? Gli stracchini colano come il Monte Bianco, le burrate inacidiscono più rapidamente di una dama da compagnia tardo vittoriana e le maionesi? Ragionano razionalmente, ti giri un secondo per prendere il ketchup e impazziscono! Fuori? Caldo, zanzare tigri che si danno il cambio con quelle del Nilo all’imbrunire, l’aggressività delle cimici asiatiche rispetto alle placide nostrane e non dite che è un cliché o le razze non esistono, altroché, questi sono i drammi della globalizzazione. E che dire dei rumori? Di giorno, la motosega regna sovrana, pare ci sia la foresta amazzonica da disboscare eppure io vedo soltanto campi! La notte, la notte è la notte rosa di Rimini tutta la notte. Nelle poche pause, grazie all’installazione di un nuovo tombino di fronte casa, posso avere contezza precisa dei veicoli che passano. Ormai distinguo facilmente ad occhi chiusi tra suv, minivan, station wagon e autofunebri (molto simili in realtà), trattori e autoarticolati con semirimorchio normale o ribassato, autotreni con rimorchio 3+2 o 3+3 (rarità) o biga (più affascinante). L’unico dubbio è tra 500L e 500X, ma con un po’ di allenamento… …insomma, per resistere alla nausea indotta da tutto ciò senza chiudersi in camera e aspettare socraticamente la fine, occorre una spinta emotiva, anche artificiosa, che ti alzi a mille l’autostima e non ti faccia sentire “di troppo” fra le cose, come direbbe Sartre. Devi avvertire la tua esistenza nel mondo “necessaria” ed è una sensazione che devi andarti a cercare nel mondo reale, non ti piove addosso, santo cielo! Io stamattina ho avuto la forza di presentarmi allo specchio, prendere una lametta con 11-12 rasature alle spalle ed iniziare a radermi senza schiuma (divenuta stracchino). In un ultimo sforzo ho ordinato ad Alexa: “Fammi sentire una canzone!”. L’intelligenza artificiale si è riscattata mostrando grande perspicacia e cantando a tutto volume: “Beeeeeeeeellooo, beeelloo e impossibileeee!”. Lei si è accorta del mio sapor mediorientale (ho ascendenze ioniche, forse tra i fenici) ed io di essere invincibile! Queste piccole gioie eterne annullano le sofferenze momentanee!

Sono stufo!

Sarei un pochino stufo di questi Acquaroli pronti a menare il can per l’(Z)aia fino a farti credere la loro acqua di Fontana stagnante del prosecco d.o.p, dei Giani bifronte che ti danno a bere la rivoluzione dello sviluppo economico tramite il turismo che smantella fabbriche svuotate, inaugurano mastodontiche cattedrali nel deserto in project financing “per il bene dei cittadini” e poi, con Occhiuto rigore fiscale, taglieggiano risorse pubbliche, disboscano ospedali perfettamente funzionanti e propongo flat tax per attirare medici di tutte le parti del pianeta, attenti alla contabilità della loro piccola Rocca di potere gestita a mo’ di feudo di cui si declamano “Governatore”, all’apparenza Bonaccini e fedeli in realtà soltanto alla spietata legge dell’evangelista/sceriffo (De) Luca. Sarei anche un pochino stufo delle notizie per nulla approfondite sparate al tg: “La zanzara West Nile miete altre vittime, ma non è il caso di preoccuparsi, a rischio sono solo anziani e fragili, per gli altri basta indossare pantaloni e maniche lunghi, non uscire al tramonto e farlo eventualmente dopo essersi abbondantemente spruzzati di repellente”. La zanzara è diventata il virus? Uccide, ma non è ancora utile preoccuparsi? Basta coprirsi da capo a piedi a ferragosto? Avvelenarsi di spray e non uscire al tramonto? Sono zanzare mannare? Dobbiamo stare in casa durante le ore più calde e non uscire al tramonto: quando esco, a dicembre? Anziani quanto? Un notaio di 29 anni è un neonato, ma un calciatore è decrepito. Uno con la duchenne è un centenario! Ok, è fragile, ma è fragile in quanto anziano o anziano in quanto fragile? Bisogna spiegarle bene certe cose!

Open to meravigghia...

Ho avuto un’esperienza dissonante, forse si potrebbe definirla così. Durante lo scorso fine settimana, i telegiornali di ogni ora e rete dedicavano venti minuti buoni ai collegamenti dalle principali “arterie” stradali, incrostate di enormi placche di traffico da bollino nero: disastro, infarto, morte, tanti saluti. Le spiagge assaltate, irraggiungibili, piene. Pareva di vederle ferme in cortile, le auto. Dalla finestra, odore di gas americano, il sapore della democrazia arroventava la faringe. Cornacchie, gazze, merli, upupa, Achille il gatto dei vicini (per i quali ormai è il gatto del vicino, visto che è sempre da me e parliamo un sacco, ci guardiamo negli occhi e ci diciamo tutto, c’è la coscienza infelice in quegli sguardi), il confronto canoro tra i due galli del pollaio degli altri vicini (perché il gallo vecchio non è convinto di ritrovare se stesso nell’Assoluto una volta morto, pensa di ritrovarsi sulla griglia, mentre il gallo giovane vorrebbe solo vedere crepare il rivale, crede che con lui la dialettica della morte per la vita si arresterà): tutti spariti dal loro regno! Tutti sostituiti dai Michael Douglas delle vacanze, violenti imprecatori sfascia clacson, pronti a sbroccare da un momento all’altro dopo 23 anni a passo d’uomo dentro una scatola di latta con il trolley sulla cervicale, i bambini che piangono e “quanto manca papà?”, mentre la moglie ripete per la penultima volta “non per essere ripetitiva, ma te l’avevo detto che era una partenza deficiente…”. Ed io lì davanti alla finestra, ad aspettare di finire come il cinese di “Un giorno di ordinaria follia” cui lo svalvolato devasta il negozio con una mazza. Solo per la colpa di aver acceso Studio Aperto. Uno però pensa “beh, il turismo è una formidabile macchina da Pil, il petrolio d’Italia ed il riscatto per un paese in rapida deindustrializzazione: chi non risica non rosica”. Invece ieri sera il Tg5 ha detto che le spiagge sono vuote, non c’è un’anima. Perché, pensate un po’ com’è curioso questo Pil, la classe media non ha i soldi per pagarsi una settimana al mare. Probabilmente faremo la fine dei paesi petroliferi non americani: sporchi, ma poveri. Almeno ho capito dov’erano andati a finire cornacchie, gazze, merli, upupa, Achille il gatto dei vicini, il gallo vecchio e quello giovane, si sono goduti il fine settimana al mare, loro
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