CUP

Bellissima esperienza musicale stamattina! Esordio con un classicone, le Quattro Stagioni di Vivaldi, succeduto, nell’esatto momento (perdono, Maestro!) in cui stavo iniziando a scocciarmi, dalla freschezza italo-bavarese del Canone in D di Pachelbel. Poi, dopo il veterano tocca sempre al luminoso allievo, infatti ecco la celeberrima Toccata e Fuga di Bach! Portentosa, ma ripetitiva e, dunque, subito una tonificante selezione di Capricci di Paganini. Non appena ho avvertito la nostalgia per l’ordine compositivo si è passati al maestoso Concerto No. 1 del grande Cajkovskij, seguito, per soddisfare la brama della tensione più contemporanea, dal Walzer No. 2 del tormentatissimo Sostakovic. Peccato l’interruzione della vocina: “Ci scusi per il disturbo, tutti i nostri compositori sono attualmente occupati. A che ora vorrebbe prenotare la sua visita?”. D’altronde il CUP è pubblico ed i diritti di certi capolavori costano, senza contare che mi sono goduto lo spettacolo comodamente a casa, dalla cornetta del telefono. Allora ho messo giù. Richiamerò al venerdì pomeriggio, il giorno dell’opera italiana per la quale ho un debole. Non vedo l’ora di commuovermi per la Semiramide di Rossini!

Import/export

Alla fine ci ha fregato l’import/export, perché è sempre una questione di import/export! Di cosa si occupa, nei film americani, quello che soffia la ragazza al protagonista? Cosa dice alla cheerleader lo studente che arriva a prenderla in Porsche? Come risponde il marito modello serial killer quando, dopo vent’anni di lussi, la moglie gli chiede di cosa si occupa? Qual è il settore di ogni vera azienda falsa di ogni falso trafficate d’armi vero? Import/export, piccola, import/export, è tutto a posto! Perché non torni a dormire? Scendo un attimo in cantina, giusto il tempo di scannare l’ultimo autostoppista e ridurre a scolapasta gli scagnozzi del cartello di Tijuana, poi sarò subito da te, va bene? Dai, smetti di piangere, ti prometto che per il ringraziamento non andremo da mia madre nel Queens, ti porto a Catalina, baby! D’altronde l’import/export prevede qualcuno che dorma, per permettere a chi sta sveglio di dominare. Chi importa si crede geniale, compra all’estero ciò che non ha o fa brutto vedere, perché il petrolio puzza e una zona industriale di fabbriche di mutande o bulloni non è sciccosa come un distretto di start up tecnologiche e non rende abbastanza. Così, il pirla, paga, con i soldi che il tipo sveglio gli allunga per farsi intossicare, la costruzione di enormi parchi eolici e idroelettrici, incentivi per auto elettriche, stipendi da favola a insegnanti e medici, uno dei migliori welfare al mondo; sistema i conti pubblici, sempre da tripla A e coccola i cittadini. In più, per evitare l’eccessivo apprezzamento della moneta, crea un bel fondo nazionale, con cui investe ingenti risorse a casa del tipo sveglio! Gli compra le start up, che non offrono occupazione, gli immobili delle grandi città, creando bolle speculative che scoppiano, e pure i titoli di debito pubblico, così non può più fare a meno di lui! Quando il tipo sveglio si accorge di aver dormito, il pirla gli dice di rilassarsi e tornare a dormire. I norvegesi sono così, comunisti con il rolex, progressisti con la monarchia, ambientalisti con il petrolio, antiputiniani con le truppe ucraine, frugali con l’export da record, europeisti con la corona. Anche l’Italia è stata così, ha puntato sull’import di calciatori, trascurato la crescita interna, creato una classe dirigente abituata a questo sistema, lasciato che le grandi e piccole squadre finissero in mano a finanzieri stranieri, interessati a comprare e vendere giocatori stranieri e pronti a svendere tutto quando non rende abbastanza e poi… ma perché andiamo ancora ai playoff? Ma vedi tu, i giocatori della Norvegia sono tutti stati esportati in Germania, Spagna, Inghilterra e ovviamente Italia: Thorsby, Thorstvedt, Heggem e Ostigard hanno fatto parte della formazione che ci ha preso a pallate! Gli insegniamo a giocare, ci asfaltano e ci sbeffeggiano pure, quando se non fosse per noi sarebbero tutti sul bob

Viva Sinner

Io avrò pure molte colpe, non lo nego e non sono del tutto contrario alle punizioni psicofisiche, ma ieri sera temo di aver esagerato con l’autoflagellazione. Guardando Moldavia-Italia ho subito contemporaneamente la tortura fisica di innervosirmi e gravare sul mio pancreas (che già se la cava peggio di Scammacca), quella psicologica di vedere le macerie di una fu grande nazionale umiliate dalla più umile delle difese (capace di incassare 28 gol in 7 partite) e anche la terribile privazione del sonno, anzi, induzione del sonno non potendo dormire, una vessazione folle! Il comandante Ringhio ha ben pensato di riempire la formazione di terzini di spinta, gente che non sapendo difendere si reinventa attaccante con peggiori esiti ed ali volanti larghissime, posizionate sulla linea laterale anni luce dalla porta, sia mai rischino di segnare; i quali avrebbero dovuto servire cross arrotati a quell’appendiabiti di Scammacca da girare, infine, verso il Messi di Sassuolo, Jack Raspadori. Raspa e raspa, non essendo Tonali e Cristante dei Modric e Kroos, per 85 minuti si è provata la stessa azione senza produrre alcunché. Cambiare spartito? Ma perché? Provare a farli avanzare per sfruttare le ripartenze? Guai, i nostri difensori sanno segnare di testa, ma non hanno idea di come fare a difendere l’area di rigore e per di più in porta è stato schierato il malfermo Vicario di Gigio. Stamattina apro la gazzetta e leggo che l’Italia potrebbe evitare il purgatorio dei playoff battendo 9-0 la Norvegia a casa nostra. Avendo io molto tempo da perdere, ho fatto due conti. Se Gravina non si fosse presentato in spogliatoio dieci minuti prima di Italia-Moldavia per licenziare Spalletti, magari avremo vinto 5 e non 2 a 0; se fossimo stati più attenti a Budapest contro Israele, magari avremo vinto 6 a 2 e non 5 a 4; se Gattuso avesse mandato in campo la squadra vera, ieri sera magari avremo vinto di nuovo 5 e non 2 a 0. Attualmente la differenza reti norvegese è di 29 e la nostra di 12. Vincendo con 9 reti di scarto, loro arriverebbero a 20 e noi a 21. Con il mio calcolo, ora la differenza reti italiana sarebbe già a 21. A quel punto sarebbe bastato battere gli stoccafissi con 4 gol di scarto: non tutta questa “impresa”! Se l’”uomo di pace” non fosse partito già sconfitto nella formazione iniziale, l’accesso al Mondiale diretto non sarebbe facile come battere 4 a 0 Halaand e soci, ma nemmeno utopistico come batterli 9 a 0, quei buzzurri! Allora, caro Rino, perché non essere coerente fino alle estreme conseguenze? Facciamo come Sinner, lasciamo perdere il Mondiale! Ne abbiamo già vinti 4, lasciamolo vincere ad Ancelotti che è italiano. E poi perché correre sotto il sole americano, per far divertire dei mangia hot dog che di calcio non capiscono un’acca? Tanto con il disgraziato fuso orario nessuno si filerà le partite. Stiamo a casa, qualcuno si godrà Sinner ed io guarderò una bella replica di Casa Vianello!

Incubo patrimoniale

Un incubo, un dannato incubo. Terribile. Sarà stato il telegiornale o il disastro milanista o il vedere Verstappen guidare la Red Bull alla stregua di Tsunoda, non lo so. Fatto sta che l’ho visto. Lo scenario peggiore. Sembrava vero. Era molto peggio della morte, perché dopo morto spero sarà uguale a prima di nato, non sentirò nulla. Era anche peggio di una vita sfortunata, perché potrebbe essere che questa sfortuna mi abbia risparmiato sfortune più grandi. Ecco, è stato come se la donna più bella bella del mondo si fosse innamorata di me, mi avesse corteggiato allo stremo e, una volta capito che non avrei più potuto vivere senza di lei, si fosse stancata. Basta, non cercarmi più. Già questo stroncherebbe un rinoceronte, ma non finisce qui. Il messaggio successivo è del dottore. Anzi, è una chiamata. Me lo dica, dottore: sto per morire? Il suo DNA è mutato: lei vivrà per sempre. Lei vivrà per sempre, oggi. Le gioie e le delusioni di oggi, le vivrà domani e dopodomani e dopodomani ancora. Le angosce e le aspirazioni che prova oggi, saranno le stesse che proverà domani. Solo che per lei saranno nuove. Per lei esisteranno ancora i fenomeni di ieri, oggi e domani. In realtà esisterà solamente l’oggi… Nietzsche, l’eterno ritorno, il serpente… ricorda?... ha capito? pronto?... Si capisce benissimo, la tua vita è finita, ma non finirà mai e non c’è luogo in cui tu possa ricominciare come prima, in cui tu possa sfuggire al tuo destino. Tornando a noi, dicevo di un incubo. In pratica, nel sogno, il mio conto corrente è cresciuto a dismisura. 10, 100, 200 milioni di euro e altrettanti di dollari. Accendo il notiziario e sento che Landini, Meloni, Renzi, Conte e Bonelli hanno imposto una patrimoniale. Il Pd ha votato no. Allora telefono subito al mio deputato di riferimento, quello corrotto che spaccia per questioni di diritto la tutela dei miei interessi in parlamento (tutti i ricchi ne hanno uno). Dice che lui è stato eletto dal popolo italiano e quel popolo deve tutelare. Gli chiedo se si è bevuto il cervello. Chiamo il mio avvocato: questa tassa è illegale, su quei soldi ho già versato le imposte. Certo, ribatte, la patrimoniale non è legale. È giusta! Torni a giurisprudenza, sbotto: le leggi non sono giuste o sbagliate, ma utili o meno alla garanzia di ordine. Chi possiede di più, comanda di più. È il garantismo. Provo con il commercialista. Possiamo spostare i soldi a Montecarlo? No, i comunisti hanno assaltato la Rocca e cacciato Ranieri. Cristo… investiamo in qualche paese povero, a loro servono dollari e io gli chiederò il 20% al mese! Negativo, chi fa certe mosse viene inseguito dalla Troika. Trova una soluzione, ti pago per questo, per la miseria! C’è una cosa, in effetti… vieni da me domani, 8.45… ti farò la dichiarazione dei redditi. Non l’ho mai fatta, perché dovrei iniziare adesso? Perché la tua vita è finita, ma non finirà mai e non c’è luogo in cui tu possa ricominciare come prima, in cui tu possa sfuggire al tuo destino: devi pagare le tasse, tutte e nessuno potrà essere corrotto per salvarti. Chiaro? Sono nel panico e… driiiinn! La sveglia! È finita! Apro il Corriere e tutto torna normale: Landini sbertucciato da Meloni e Salvini, Renzi parla di patrimoniale come autogol per la sinistra, Conte traccheggia e Tajani inveisce contro l’unione sovietica. I capitalisti sono liberi di proseguire lo slalom tra rottamazioni, detrazioni e paradisi fiscali. I politici, gli avvocati e i commercialisti mantengono l’ordine gerarchico. Soprattutto, io sono tornato povero e non devo più temere di perdere i milioni che non ho!
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