Buongiorno un corno!

Io non sopporto quelli del buongiorno, quelli che, appena alzati dal letto e ben lungi dallo svegliarsi sul serio, fanno quello che tutti fanno e prendono quello che soltanto noi prendiamo. Si, perché loro, al posto del rasoio elettrico, hanno il caricabatteria del telefono: lo accendono, lo sbloccano con la faccia assonnata, il pin non lo ricordano, entrano su WhatsApp e fanno entrare noi all’inferno! Un inferno di immagini di pupazzi, nani giocolieri, faccette, santini profanati, animaletti improbabili e tisane al rabarbaro, che scorrazzano per campi di fiori a gennaio e boschi innevati a luglio e ti augurano “una fresca nuova alba di vita pulsante ed una radiosa continuazione di giornata: buongiorno!”. Ma buongiorno di che? Radioso che cosa? Quale fresca alba? La caldaia non va, internet è fuori servizio, sto aprendo una raccomandata, oggi viene mia suocera, mia moglie mi ha appena sgridato per aver dimenticato di lavarle l’auto, ci sono le tende da lavare, il freezer da sbrinare e stasera non potrò guardare il Milan senza Wi-Fi: buongiorno un corno! Alcuni sono mattinieri, mandano il messaggio alle 4 e “disturbo”? Di domenica? No, figurati, non vedevo l’ora di scoprire che la caldaia non va eccetera eccetera, grazie per esserti ricordato di svegliarmi! Altri sono più tranquilli, è mezzogiorno, stai facendo meditazione per prepararti al pranzo con nonna Aloisia ed eccoli! “Buongiorno carissimo, come mai in piedi da tanto (hanno visto l’orario del tuo primo accesso) di domenica? Cos’hai da fare?”. Niente, carissimo, e lo voglio iniziare presto. Ci sono i post sbronza delle 4 di pomeriggio che, mentre imprechi arroccato nel vano caldaia, pensando ai tocchi di palla di Modric che non vedrai, ti salutano dalla festa del vialone nano di Voghera, bellissima esperienza! Poi, la buonanotte. Sono le 6, stai salutando la nonna, ma loro vanno a letto e ci credo, stanno in giro dalle 4 del mattino! Quelli del turno del mezzogiorno sono puntualissimi a mezzanotte, appena hai preso sonno. Alle 4 del mattino arriva quello della sbronza e “disturbo?”. Direi proprio di sì, ma ora ti giro il contatto di una persona con cui di sicuro andresti d’accordo riguardo gli orari…

Tim music awards

Premio “Miglior imitazione”, Brunori Sas: io un De Gregori interpretato così bene non l’avevo ancora sentito. Premio “Buona musica”, Tananai: Carlo Conti gli ha suggerito, sentita la sua canzone, di comporre buona musica. Perché finora… Premio “Pnrr”, Lazza: l’orologio al polso del rapper vale quanto i fondi del Recovery Plan assegnati all’Italia. Premio “Liscio come l’olio”, Laura Pausini: della sua doppia esibizione non mi sono nemmeno accorto. Premio “Miglior nome di gruppo”: una volta ci si chiamava “Nomadi”, “Ricchi e poveri”… oggi “Pinguini tattici nucleari”. Premio “Miglior nome singolo”: una volta ci si chiamava “Gianni Morandi”, “Umberto Tozzi”… oggi “Papa V”. Premio “Aquila bicipite”: dopo un testa a testa ferocissimo Irama è riuscito a superare Olly di un soffio. Premio "Sinner", Fiorella Mannoia: i riccioli amaranto della romana sembrano importati dall'alto Adige. Premio “Elogio della stupidità”, Achille Lauro: è tutta l’estate che si sentono titoli tipo “Scelte stupide”, “Cose stupide”… si è aggiunto pure lui con “Senza una stupida storia”. Ecco, senza era meglio. Premio “Cose turche”, Fedez: il suo “Battito” è simile a quelle serie d’amore che piacciono tanto a Piersilvio Berlusconi. Premio “Femminilità”, Annalisa: per il suo “Maschio”. Premio “Cioran”, Anna: sentire “Desolee” o “30 gradi” ti mette la voglia di vivere tipica del filosofo romeno. Premio “Eterno ritorno del sempre uguale”, Gigi d’Alessio: un’estate senza i suoi imperdibili medley sarebbe inconcepibile.

Piersilvio Armani

Con un atto degno dell’eleganza di chi veste Armani, Piersilvio Berlusconi è piombato nello studio della Ruota della fortuna per bombardare a distanza l’altro studio, quello di Affari tuoi, perdendo un’ottima occasione per farsi gli affari suoi. Parla di merito, il figlio di uno degli uomini più ricchi del mondo, condannato per frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione indebita e autore, da presidente del consiglio, delle più svariate leggi a tutela dei propri interessi, dalla legge Pecorella (suo avvocato) ai lodi Schifani e Alfano, dalla legge Gasparri (gli avrebbe fruttato almeno un miliardo) al decreto salva calcio (roba in gran parte incostituzionale). Dice che in fondo non è un gioco quello della Rai, nessuna prova, tutta fortuna: io credo lo reputi un gioco tipo lotteria perché non ci ha capito un’acca. È capitato anche a me, solo recentemente ho intuito che (se svolto senza inganni) Affari tuoi sarebbe un gioco sottile. Tenendo presente che solamente il dottore conosce il valore del pacco, il concorrente è spinto a stabilire con lui un rapporto empatico, per dedurre dalle offerte proposte quanto insistere nelle pretese. Sarà un’empatia strumentale, ma richiede di mettersi nei panni degli altri. La Ruota della fortuna richiede di essere più veloci degli altri per farli fuori o sperare sbaglino per rubargli i soldi. Essere rapidi di lingua e cervello è anche una questione genetica, talento, il contrario del merito. Piersilvio vuole, infine, una tv istruttiva! Per questo dopo la Ruota manda in onda Temptation Island e GF Vip. E Samira davanti al tabellone su cosa dovrebbe esattamente istruirmi? La geografia femminile? La differenza tra body di seta e lingerie di lino? Gerry Scotti conclude ringraziando Napoleone il piccolo “per aver rischiato in prima persona nel riproporre il gioco”. Un rischio davvero terrificante…

A prima vista

Per inconfessabili vicissitudini mi sono trovato ieri sera a dover sostituire l’imparziale rubrica sulla geopolitica del Tg5 con una puntata di Case a prima (ed ultima) vista. L’agente immobiliare propone un “cucina+sala da pranzo+salotto+sala lettura+2 camere+2 bagni+lavanderia+balcone” di 95 metri quadri: non è una casa, è un cubo di Rubik. Spiega che lì vicino si trovano metropolitana, stazione treni e autobus, aeroporto, eliporto, spazioporto, porto, car-sharing, bike-sharing e funicolare: le possibilità di evadere da quella cella in centro a Milano non mancano. Entrano agente e coppia di sposini. Lui a lei: “Beh, vivibile”. Lei a lui: “Beh, 600mila euro”. La cucina è “a scomparsa” e quando finisci di sporcarla, chiudi la porta scorrevole: parità di genere, nessuno si sente obbligato a rassettare. Sala da pranzo, salotto e sala lettura tutto-in-uno: il divano. In bagno: wc di fronte al lavandino, sopra la lavatrice e sotto l’asciugatrice. Da sopra la tazza arrivi ovunque, non c’è il bidet, ma la lavatrice è di vedute tolleranti radical chic. Di fianco, comodo, il balcone: vista strada e palazzi, altezza adeguata nel caso ti venisse da chiederti come hai fatto a farti soffiare 600mila euro. Intuito il malumore di lui, l’agente li porta in camera: “Qui passerete notti meravigliose e guardate che armadio enorme!”. Lui ha un’improvvisa illuminazione! “Amore, ho un’idea…”. Lei trasalisce. “Oddio, caro, ti senti male? Non ti è mai successa una cosa del genere!”. “L’armadio è da 80 metri quadri e all’Ikea costa 600 euro: trasferiamoci lì, no?”. “Ahhh, grazie al cielooo! Non farmi credere mai più di aver avuto un’idea, altrimenti avresti dovuto dirmi subito di non essere come ti immaginavo!”.
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