Barcellona '26

GOAT La Ferrari ha osato, per una volta, la strategia dell’aggressività, ha fatto ciò che avrebbe dovuto fare a Monaco. Con una macchina contro due, ha osato ciò che di solito si osa con due macchine contro una. La sosta anticipata di Hamilton ha tolto l’iniziativa alla Mercedes, l’ha costretta a richiamare Russell e mettergli alle spalle un Antonelli sempre in vantaggio di gomma. Mentre i tedeschi cercavano di evitare il crollo nervoso di Russell e placcare l’irruenza di Antonelli, senza far implodere la squadra, Hamilton ha costruito impeccabilmente la vittoria numero 106. Poi, il colpo di fortuna della safety car, perché la fortuna si concede, a patto di farle capire che la vuoi, che tu sei quello giusto! HAMILTON 10 Viva il Re (Nero), morte ai cattivi consiglieri (pardon, ingegneri!). LECLERC 6 Gli manca, più del guizzo per prendere il quarto posto, la fiducia nella macchina: non era mai successo. RUSSELL 6,5 Lento, lentissimo. La strategia aggressiva della Ferrari manda a rotoli la sua. ANTONELLI 7 Grazie alla sosta di Hamilton è sempre in vantaggio di gomma su Russell. NORRIS 8 Certo, si lascia guidare dal muretto, ma sta capitalizzando tutto il poco della McLaren. PIASRI 4,5 Piastri : Norris = Russell : Antonelli. Solo da molto più tempo! VERSTAPPEN 7,5 Sto perdendo sto perdendo sto perdendo tempo, in questo amore disperato. HADJAR 6 Alla fine della fiera è uno dei più resilienti compagni di Max. GASLY 8,5 Ha raggiunto un’ottima dimensione di solidità: fossi stato un po’ più giovane. COLAPINTO 8 Incassa il più amaro degli ordini di scuderia, peraltro non del tutto giustificato. LAWSON 8,5 Ci sono tutti i presupposti per una grande battaglia con Gasly. LINDBLAD 7,5 Se continuerà con tanta concretezza, la ex Toro Rosso se la giocherà con la ex Renault. BORTOLETO 5,5 Tra un ritiro e l’altro. HULKENBERG 6,5 Peccato, aveva il giusto piglio stavolta. SAINZ 6 Nelle retrovie. ALBON 6 Primatista di presenze in Williams. Ai nipoti racconterà: “ragazzi, ho guidato per una squadra che era fortissima. Poi sono arrivato io…”. OCON 6,5 Durissimo col collega d’ufficio Bearman. BEARMAN 6 La Haas non gli concede granché e certo questo Hamilton non gli concederà facilmente il posto in rosso. PEREZ 6 Per me il suo lo fa. BOTTAS 4 Riesce a prenderle da Perez. STROLL 5 L’immagine dello scatafascio. ALONSO 5 Costretto a partire dalla corsia box pur di evitare l’onta della partenza dall’ultima casella.

Provare paura o paura di provare?

La Ferrari ha perso un’occasione. Non dico di vincere la gara, per carità, ma almeno di creare qualche grattacapo in più ad Antonelli che ha compiuto una grande impresa, ovvio, ma solo perché gliel’hanno permesso. Al giro 20, la classifica era: Antonelli a +5.3 secondi da Hamilton, a +11.7 da Leclerc, a +26.4 da Russell. Considerando che la sosta costava 19 secondi, Hamilton avrebbe potuto fermarsi e rientrare davanti a Russell. Antonelli invece avrebbe dovuto guadagnare altri 8 secondi su Leclerc per potergli stare di fronte. È riuscito a farlo comunque, ma al giro 34. Se la Ferrari avesse richiamato Lewis anziché aspettare il giro 28, Antonelli avrebbe avuto tre scelte: fermarsi subito e rientrare magari davanti a Hamilton e sicuramente dietro a Leclerc; costruire il gap su Leclerc e probabilmente perdere la posizione su Hamilton; aumentare il passo tanto da staccare Leclerc e annullare la sosta anticipata di Hamilton. Avrebbe potuto prendere la terza strada, al prezzo di assumersi dei rischi e con il tarlo nel casco “avrò preso la decisione corretta? E se, e se…”. Una monoposto lanciata a 300 all’ora tra i muretti sull’asfalto a 50 gradi non è il posto migliore per certi rimuginii. Le gomme di Hamilton non sarebbero durate. È la classica obiezione cui si potrebbe rispondere che Stroll e Alonso hanno percorso oltre 50 giri con gomma rossa, Sainz e Perez oltre 50 con la gialla, addirittura 68 Lindblad e Hulkenberg oltre 50 con la bianca. Hamilton avrebbe dovuto compierne 58 con la bianca, gli stessi che è riuscito a sostenere Ocon, risalito al traguardo di 8 posizioni. Cadillac e Aston Martin non sono paragonabili a Ferrari? Alpine e McLaren si e Norris ha tenuto la gialla per 43 giri, Piastri 49 e Gasly 45. E se anche le gomme di Hamilton fossero crollate prima dei 58 giri, questo avrebbe potuto impedire ad un Lewis ipoteticamente davanti di mantenere la posizione su Antonelli? Ai giri 34 e 36 Norris e Russell hanno registrato tempi relativamente di 1’17’’67 e di 1’’16’24, quasi un secondo e mezzo di differenza di passo. A quel punto hanno ordinato a Norris di bloccare Russell e al giro 41 Lando ha rallentato fino al clamoroso 1’20’’88, 4 secondi e mezzo più piano del ritmo di Russell il quale non ha potuto far altro che rimanere dietro. Se Norris a bordo di una McLaren non proprio brillante è riuscito a tenere dietro una Mercedes più veloce di 4 secondi, perché non avrebbe potuto farlo con un’ottima Ferrari un pilota da 104 vittorie sul groppone? Forse Hamilton avrebbe avuto un ritmo troppo alto per rubare la posizione ad Antonelli e la sosta anticipata avrebbe magari peggiorato le cose, ma, ripeto, un grandissimo Kimi ha impiegato 34 giri per staccare il non miglior Leclerc. Il punto è che ti chiami Ferrari, non vinci da 589 giorni, sei a Monaco, la fortuna ti mette nelle condizioni di avere due piloti contro uno e tu cosa fai? Nulla. Strategia regolare, lasci un pilota in uno stato psicofisico eccezionale con una macchina meravigliosa libero di fare il bello e cattivo tempo, di gestire il suo ritmo indipendentemente da tutto e non crei alcuna pressione alla sua squadra. Santo cielo, prova a prendertela, la dannata vittoria! Bravo Antonelli, ma se gli srotoli il tappeto rosso…

Monaco '26

Il Gp di Monaco è “il Gp di Monaco”, l’alfa e l’omega della Formula 1, anche per ciò che è la Formula 1 e per ciò che rappresenta Monaco: un’occasione di conferma di autostima, ben diversa dall’autoconsapevolezza, per giovani arricchiti di boria e vecchi borghesi dalle dissolute virtù, mascherate da quella filosofia da bigiotteria che attrae, ma non costa nulla, nessun sacrificio. Il Gp di Monaco è la bellissima modella vestita di un elettrizzante vedo/non vedo che promette tanto e mantiene zero, lasciando spazio ad un immaginifico anche meglio del reale. Ed è importante la capacità d’immaginazione (chiedere ad Annibale Carracci), perché mantiene l’illusione di un paradiso ultraterreno che a volte ispira la tenacia per scuotere le fondamenta del terreno inferno. Il Gp di Monaco è il “memento” del limite, perché i muretti sono lì a un passo, ma li cerchi per una prova di coraggio della velocità impossibile, se non ci fossero. Perché è il limite a definire il carattere, a distinguere la tenuta nervosa dalla nervosa reazione, a setacciare il bacio accademico dal bacio mortale ed a riconciliare l’autoperfezionamento interiore con il miglioramento del mondo. Pagelle! ANTONELLI 10 Il suo (eventuale) tallone d’Achille non è certo la saldezza mentale. RUSSELL 4 Lui e la sua stella a tre punte vanno d’accordo quanto l’imbranato e la bella ragazza della pubblicità dell’Estathè. HAMILTON 8,5 Incontenibile perfino nella corsia box! Per qualcuno (io) era cotto. Lo è, ma della Kardashian. LECLERC 5 Vedendosi bloccato al semaforo reagisce come Russell Crowe in “Il giorno sbagliato”. HADJAR 9 Un podio agevolato e sudatissimo causa tosse improvvisa del motore Ford. VERSTAPPEN 7 Non giudicabile per la gara ovviamente, ma in qualifica è dinamite, un animale. PIASTRI 5,5 Non combina nulla, mai un acuto, niente di niente. Però è quarto. NORRIS 5 Il fumo della batteria arrostita non può nascondere il sorpasso subito da Gasly. LAWSON 8 Clamoroso nella sua irrilevanza, non se lo fila nessuno! LINDBLAD 7,5 Grande rimonta come nella migliore delle tradizioni salmonare. Lamine Yamal! GASLY 8 Non gli riesce la magia del podio e forse sarebbe stato eccessivo nonostante la continuità di rendimento. COLAPINTO 5,5 Torna in Europa per tornare ai suoi standard. ALBON 7 Finalmente una prestazione degna della sbiadita reputazione. SAINZ 6 Santa Devota non guarda verso il torero durante la pazza corrida finale. OCON 6,5 Recupera otto, dicasi otto, posizioni. BEARMAN 5 Forse distratto dal futuro, farebbe meglio a concentrarsi sul presente in cui gira a vuoto. ALONSO 9 Un punto che vale un mondiale. STROLL 6 Accende di ricchi premi e cotillon una festa fin lì solo desiderata. BORTOLETO 6 Quasi sfonda la zona punti partendo dai box. HULKENBERG 5 Paga cara l’irruenza non consona all’età. PEREZ 5,5 Dannata fotocellula. BOTTAS 4 Dannato e basta.

Diavolo di una Signora!

Il Milan avrebbe dovuto a gennaio confermare la fiducia ad Allegri, in modo potesse concentrarsi sulla qualificazione Champions e non sul contratto con il Napoli. Poi, con i soldi di quella e le cessioni di Leao, Pulisic, L.Cheek e Gimenez, avrebbe dovuto inserire un gruppo di giocatori giovani, ma pronti per vincere: Pellegrino, Davis, Laurienté, Zaniolo, Koné, Fagioli, Goretzka, Gila, Solet. Due o tre colpi per reparto, per assaltare il campionato e non sfigurare in Europa. Invece abbiamo perso tutto. Per correre dietro ad Iraola e Ragnick, perché una dirigenza dissennata vorrebbe fare del Milan una barzelletta, un Bournemouth che compra a 10 e rivende a 50. Una realtà senza alcuna propensione alla vittoria, con l’unico scopo di “competere”: usare i risultati per garantire la sostenibilità contabile e vivacchiare tra le coppe per i diritti tv. Nessun riguardo all’eredità storica di un club mitico, di cui è testimone la furia demolitrice di San Siro. D’altronde il Diavolo può godere della compagnia di una Vecchia Signora anch’essa ostaggio di una dirigenza terrificante secondo cui, per una squadra fondata sul “vincere non è importante, ma l’unica cosa che conta”, puntare apertamente allo Scudetto sarebbe “azzardato”. Azzardato! Lo vincerà il Como, il dannato Scudetto! Per noi l’importante, dice Comolli, è “tornare a competere”. Massi dai, competiamo tutti insieme appassionatamente, con 55 Scudetti, 9 Champions e 12 Palloni d’Oro, Milan e Juve possono permettersi di lasciare vincere gli altri e convolare a nozze nel letto della mediocrità. Auguri e figli competenti, nonostante i genitori!
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