VERSTAPPEN 9
Partire meglio di Norris è un gioco da ragazzi e se poi Leclerc lo aiuta… 64 punti recuperati su Piastri in 5 domeniche.
TSUNODA 6,5
Se pure lui inizia a fare punti regolarmente (Baku, Austin), allora la RB21 è tornata grande.
NORRIS 8
A mano a mano, può nascere un fiore nel suo giardino.
PIASTRI 5
Battuto in pista dal primo chilometro e abbattuto dalla foga. Dovesse riprendersi mostrerebbe grinta da cowboy.
LECLERC 9,5
Incantatore del serpentone, seduttore delle gomme, esploratore di strategie, terrore di Norris: vale Max. Eccessiva resistenza al baronetto.
HAMILTON 7
Grande partenza, finale troppo rilassato.
RUSSELL 5
Ce lo si aspettava della partita di Norris e Leclerc, invece sceglie il treno dei desideri frustrati di Hamilton e Piastri.
ANTONELLI 6
Travolto da un insolito Sainz.
HULKENBERG 7,5
Torna a mettere i panni verdi e coglie punti fondamentali per Sauber dopo una vita e mezza.
BORTOLETO 4
Regressione allarmante?
BEARMAN 8
Sta surclassando Ocon.
OCON 4,5
Corre da ex.
ALONSO 7
Si tiene in forma aspettando il 2026, vuole diventare campione del mondo un’altra volta a 45 anni.
STROLL 5
Solito tran tran.
LAWSON 6
Non è un pilota da grandi picchi di rendimento.
HADJAR 5
Ci sta qualche passaggio a vuoto.
ALBON – SAINZ 4,5
Buttata alle ortiche una clamorosa occasione da punti per blindare la classifica a squadre.
COLAPINTO – GASLY 10
La squadra affida loro un paracarro da ultima fila ed ha pure il coraggio di chiedere ai piloti di non duellare per difendere il 17esimo posto. I quali se ne infischiano suonandosele di santa ragione, grazie!
VERSTAPPEN 9
Mille occhi, tiene a bada le gomme e Russell e se il toro manterrà questa forma rimane lecito sognare Fangio.
TSUNODA 6
Lo tsunami in curva 1 lo catapulta inspiegabilmente in zona punti.
NORRIS 6
Il suo lo fa: partenza così così e buon rimedio.
PIASTRI 3
La McLaren ce la sta mettendo tutta per accompagnarlo al titolo, ma non credo ci riuscirà.
RUSSELL 8
Bellissimo purosangue, anche se perdere in qualifica da Hulkenberg…
ANTONELLI 7
Dovrebbe essere più avanti, ma la manovra a liberarsi di Bearman non può passare sottotraccia.
SAINZ 8
Ok, il momento è giusto!
ALBON 6,5
Meno prepotente del compagno torero, ugualmente efficace.
HAMILTON 6,5
Avvoltoio sugli errori di Piastri e Leclerc.
LECLERC 5,5
Un errorino mica da ridere ed una resistenza discutibile al baronetto.
ALONSO 6
Vittima civile di un conflitto incivile.
STROLL 4
Cane sciolto.
HULKENBERG 7
Qualifica straordinaria mandata alla malora da un pivello.
BORTOLETO 5
Nelle retrovie.
LAWSON 6
Tutto sommato positivo.
HADJAR 5,5
Up and down.
GASLY 6,5
Di solito cavalca un somaro, oggi però sembra più un ronzino.
COLAPINTO 5,5
Di solito è molto peggio.
BEARMAN 7,5
Scrive un bel capitolo del romanzo della sua formazione.
OCON 5,5
Dignitosamente insufficiente fino al siluro sparato da Stroll.
È finita, è durata lo spazio di un mattino primaverile e non rivivremo mai più una delle più entusiasmanti rivalità motociclistiche dei tempi recenti: quella tra Bulega e Razgatlioglu, che si sono aggiudicati 56 delle ultime 72 gare della Superbike. È qualcosa di paragonabile alla rivalità artistica tra il più grande dei Carracci, Annibale e Caravaggio. Furono, i due pittori, agli antipodi della stessa cultura barocca: i quadri e gli affreschi ariosi, bucolici ed immaginifici dell’uno esorcizzavano le paure immortalate dall’altro, la realtà fredda, indipendente rispetto all’uomo, la differenza tra mondo e rivelazione. E la più angosciante: la morte. Dopo? La vita eterna? Il nulla? Così, la sinfonia di Nicolò, perfettamente adagiato sui pregi della scorrevolezza Ducati, ha esorcizzato in questi anni la forzatura dei limiti di staccata e cambio direzionale, divenuta marchio di fabbrica per Toprak e Bmw.
Esorcizzare il dramma della ricerca del trionfo velocistico o esaltarne la tragicità? Quesito infame. Esaltare la tragicità del vivere è il modo migliore per esorcizzare il morire e i due artisti, come i due motociclisti, si sono immersi nel dramma vitale, trascinando anche me.
Grazie!
A Dio.
Merita delle scuse, almeno da parte mia.
Per un’italianità un poco svilita, se considerata esclusiva formalità estetica e riconoscibilità d’accento, perché ti chiedi se un paese di 60 milioni di allenatori nel pallone abbia davvero la necessità di scavare negli archivi del secolo scorso alla ricerca del nonno di un cugino di secondo grado acquisito nella speranza di segnare qualche gol, perché in fondo con Gasperini pure il cappone si pavoneggia, perché avrà fatto 28 gol, ma prima chi diavolo era e poi ha ceduto immediatamente al richiamo del vitalizio arabo, figurati quanto può essere attaccato al paese di cui mastica la lingua…
E invece alternative non ce ne sono, il mondiale è ipotetico domani e, mentre Lucca è l’ultima scelta del conte vesuviano, Esposito ancora troppo Pio, Scammacca chissà se tornerà, Camarda chissà cosa sarà, Piccoli, Pinamonti, Colombo e Maldini mah, Immobile moschetto bagnato e per Cutrone e Berardi ogni futuro è passato, l’oriundo è spietato, dal dischetto ritrovato, ti rincorre a perdifiato e il colpo a giro ha in canna fatato.
Soprattutto dribbla secco le teorie dei Pistocchi sugli italiani accontentati e non bada ai rimproveri cosmici dei vecchi attrezzi da talk show, i sempiterni critici di talenti ingrigiti e più che altro invidiati; se c’infila dei tiracci per dar fiato ai verbosi Vannacci, io glielo perdono perché non cerca gli albi dei Gravina e gli altri italianissimi campioni di figura barbina, pronti a incendiar la panchina pur di non cedere scranni e salamelecchi da prima pagina.