Cina '26

ANTONELLI 9 La gara è imperiosa, ma il voto è relativo al fine settimana completo di gara e qualifica sprint nelle quali non ha brillato. RUSSELL 7,5 Vive il sabato del villaggio. HAMILTON 10 Il gusto di duellare e vincere di corto muso sono ancora intatti. LECLERC 7 Più accorto nella gestione della sprint. Le altre tre prove le vince l’ingombrante compagno. BEARMAN 8,5 La guida bene, la Ferrari dei poveri cristi. OCON 5 Generosità: peccato mortale per la Formula 1. GASLY 8 Due ottime qualifiche e una grande gara. Mezza Mercedes per un pilota tutto d’un pezzo. COLAPINTO 6,5 Folgorato sulla via di Ocon. LAWSON 7 Primo al traguardo della disgraziata ditta Ford-Red Bull. LINDBLAD 5,5 Incassa un violento 4 a 0 dal compagno. HADJAR 6 Svarione del primo giro di gara escluso non disputa un fine settimana tanto malvagio. VERSTAPPEN 4,5 Ok, ha tra le mani il motore di un decespugliatore integrato dalla batteria di un rasoio, ma non è più capace di partire! SAINZ 7,5 Se per fare due punti gli servono certe imprese… ALBON 5 Più lento di Sainz, non c’è dubbio. HULKENBERG 5 L’unica differenza rispetto all’Australia è la partenza riuscita. BORTOLETO 6 Raccoglie gli stessi punti di Hulkenberg senza togliere le ciabatte. ALONSO 5 Si reputa tra i migliori, ma se non vince un titolo da vent’anni un motivo ci sarà. STROLL 4 Inghiaiato. PEREZ 6 La Cadillac va veloce come un enorme, orripilante suv americano. BOTTAS 2 Centra in pieno Perez, che ideona. NORRIS 6 Ha colto un’occasione d’oro. PIASRI 3 Ha gettato un’occasione d’oro.

Etica ed estetica

Qualunque sito/giornale con un minimo di competenza calcistica (eurosport, sportmediaset, gazzetta, corriere) non ha avuto molti dubbi nel sottolineare il folle piano tattico di Palladino. Perché, se sai di stare per affrontare una squadra che non aspetta altro di venire aggredita (sapendo di non aver difficoltà a gestire il primo pressing) per poi correre verso la porta e gli offri esattamente questo, delle praterie, tu sei un pazzo suicida. Altro che “coraggio” e “mentalità vincente”, non tenere conto dei propri limiti ed ignorare i punti di forza degli avversari non provando nemmeno ad aggredirne le debolezze è la mentalità perdente tipica dei presuntuosi. Così l’etica dello sport, la necessità di vincere, viene subordinata all’estetica da quattro soldi dello “show time” stile Nba e vincere di furbizia, difendendosi, ostacolando il gioco dell’avversario sembra scorretto. L’unica scorrettezza è proprio questa, rivestire di connotati etici il modo estetico di vincere o perdere. Da qui nascono le panzane della “vittoria poco meritata” e della “prestazione migliore del risultato”. La prestazione è il risultato! Non esiste un bel modo di perdere o un brutto modo di vincere, finché si rispettano le regole! Anche perché, a dirla tutta, anche il Bayern ha giocato all’italiana: per interrompere la trance agonistica degli atalantini nei primi minuti, Luis Diaz si è esibito in una simulazione da oscar che ha fermato il gioco e fatto innervosire i bergamaschi con annesso spreco di energie mentali; per segnare il primo gol hanno battuto un angolo veloce, furbo, cogliendo la difesa del tutto svagata. Quello che dovrebbe fare chi parte sfavorito, non il contrario! Poi, Palladino è tornato sui suoi passi, da uomo intelligente, però dicendo a fine partita che “comunque non è cambiato nulla”. E certo, aveva già preso tre pere… Infine occorre badare poco ai venditori di fumo tipo Cassano. In un’intervista ne ha sparate di cotte e di crude. Prima dice che ormai il calcio italiano è bollito, poi critica Allegri e Inzaghi, cioè due allenatori che hanno portato una squadra italiana in finale di Champions quattro volte (l’ultima un anno fa). Preferisce Conte che a livello internazionale è zero e l’unica soddisfazione in questo campo se l’è tolta ad euro 2016 quando parcheggiò il bus davanti all’attacco tedesco. Ne ha anche per i giocatori. Barella e Locatelli non li sopporta. Però, tornando agli allenatori gli viene in mente di aver apprezzato l’Italia di Mancini di euro 2020, nella quale giocavano casualmente Barella (titolare in finale) e Locatelli (doppietta alla Svizzera). Infine professa ammirazione per Rinus Michels (“il calcio è come la guerra”) e di intendere il calcio come divertimento. Si saranno divertiti i tifosi dell’Atalanta ieri sera? “I tifosi non capiscono nulla”. Delle sue interviste è poco, ma sicuro.

Piano B/2

Niente da fare, Chivu un piano B proprio non ce l’ha, se trova davanti a sé un muro invalicabile continuerà a schiantarcisi addosso per 95 minuti e non gli verrà uno straccio d’idea per aggirarlo. È un allenatore abbastanza mediocre, un buono psicologo per le marce lunghe, per battere Sassuolo, Pisa, Torino, Hellas e tutte le squadrette che ti mettono a tuo agio solo a leggerne il minor blasone. Quando la vittoria occorre andarsela a prendere di forza e di sofferenza, quando c’è da sporcarsi le mani i bauscia si sentono troppo superiori. E perdono. Il piano A di Allegri è invece il piano B, cioè adattarsi alle presunte qualità dell’avversario per ritorcergliele contro e, contro la seconda squadra di Milano capace di perdere anche quando vince, gli riesce dannatamente bene. È un’aggravante la conquista di entrambi i derby per il Diavolo che, nonostante i 6 punti su 6 soffiati ai nerazzurri, si ritrova a meno 7. Una sensazione di amaro in bocca da condividere con quegli interisti mattacchioni convinti di aver perso per un rigore non assegnato dopo 92 minuti di vuoto pneumatico e applausi per le percentuali di possesso. In fatto di percentuali l’Inter non teme confronti, gli unici numeri che proprio non riesce ad addomesticare sono quelli del tabellone: 1 a 0, vita o morte: ko. Vediamo qualche altro numero. MILAN MAIGNAN 6 Bersaglio mobile di Mkhitaryan, Dimarco fa tutto da sé. PAVLOVIC 8 Steven Segal. DE WINTER 9 Arbiter elegantiarum. TOMORI 7,5 Oro nero. ESTUPINAN 10 Elvis the Pervis. RABIOT 7,5 Resilienza androgina. MODRIC 9,5 Guida Suprema. FOFANA 8,5 Intelligenza muscolare. SAELEMAEKERS 7,5 Giro delle Fiandre. LEAO 5 Banane e lamponi. PULISIC 7 Lone Star Ranger. All.ALLEGRI 10 Maxterclass. INTER SOMMER 4 Mani di burro. BASTONI 3 Sommerso dai meritati fischi. LUIS HENRIQUE 7 Non era facile rivitalizzare Estupinan… BARELLA 4 È scarso come pochi. ZIELINSKI 40 Al cospetto di Modric il nonno sembra lui. MIKHITARYAN 5 Prontissimo per il carrello dei bolliti. DIMARCO 4 Il sinistro gli gioca un tiro mancino. PIO 3 Ercole fra le Arpie rossonere. BONNY 8 Replica alla perfezione il ciondolio inconcludente di Thuram. CHIVU 5 Provi con la psicanalisi.

Australia '26

RUSSELL 9 Cosa doveva fare per il 10 se non pole e vittoria? Niente, magari trovare degli avversari che non gli semplificassero le cose… ANTONELLI 6,5 Resto bassino, l’ho visto più pilotato che pilota. LECLERC 8 La Ferrari parte come una cannonata e lui slalomeggia alla Brignone. HAMILTON 7 Con una macchina decente torna anche la voglia. NORRIS 6 Arriva dopo la musica, ma prima di Max. PIASTRI 2 Finisce subito in cortocircuito. VERSTAPPEN 5 Non sarà questa la vera formula uno, come dice lui: di certo non è questo il vero SuperMax. HADJAR 6,5 Lo scorso anno finì in lacrime, quest’anno farà piangere qualcun altro. BEARMAN 7,5 Mette subito in chiaro il suo ruolo di pilota alfa del branco Haas. OCON 5,5 Cede la piazza d’onore all’odiato Gasly. LINDBLAD 8 Sguazza alla grande nella tonnara della metà classifica. LAWSON 5 Pesce già lesso? BORTOLETO 7,5 Pochi fronzoli per 2 punti. HULKENBERG 6 Tiene sotto carica la batteria, saggio. GASLY 7 Il galletto dà una timida levata di cresta. COLAPINTO 5 Solito manzo della Pampa. ALBON 6 Più svelto di Sainz. SAINZ 5 Non trova rimedio all’obesità della Williams. PEREZ 5,5 Perde pezzi. BOTTAS 5 Pur di farsi notare la pianta in doppia fila. STROLL 6 Catastrofe verde. ALONSO 6 Per guidare l’Aston Martin servono due batterie così.
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