Nostalgia della canaglia

Adesso va di moda la domanda: “Ma dov’eravate voi della sinistra quando l’Iran ammazzava 30mila dissidenti?”. Immagino fossero nello stesso posto dove si trovano oggi quelli di destra quando la premiata ditta Usa-Israele sta liberando gli altri dissidenti. Cioè a casa loro, a tifare senza rischiare nulla. È un ragionamento tanto bislacco da non configurare nemmeno una domanda retorica, per la quale servirebbe attenersi ad un minimo di logica. Cosa starebbe facendo oggi Gasparri più di quanto non avrebbe fatto ieri Bersani? Gasparri non ha fatto niente ieri e difende una violazione del diritto internazionale oggi, Bersani non ha fatto niente ieri e critica una violazione del diritto internazionale oggi. Posto che non cambia niente, chi ne esce meglio ai punti? Poi mi piacerebbe chiedere ad alcuni presi dalla nostalgia della canaglia (dello Scià) cosa pensano dovrebbe fare un vero governo di sinistra. Attualmente, bastano cinque minuti di wikipedia, i turchi tormentano i curdi, gli indiani i mussulmani, i cinesi gli uiguri, gli azeri gli armeni (e viceversa), i birmani i Rohingya. Uno di sinistra dovrebbe augurarsi una piccola guerra tra Nato e Turchia, Azerbaigian, Pakistan, India, Cina, Myanmar? In aggiunta a quelle in corso con Russia, Iran, Venezuela? Visto che ci siamo aggiungiamo Arabia Saudita, Corea del Nord, Afghanistan? In pratica un vero governo di sinistra dovrebbe far scoppiare la guerra mondiale. Per questo non occorre essere di sinistra, basta essere dei cretini. Gli Stati Uniti sostenitori in passato di tipi come Yahya Khan (300mila bengalesi uccisi) o Suharto (500mila comunisti indonesiani uccisi), nati dal genocidio indiano e cresciuti nella segregazione razziale più feroce potrebbero oggi sentirsi in dovere di insegnare la democrazia? Assistiti da Israele? Come, in concreto? Con droni, a distanza di sicurezza, creando un caos per vedere se è il caso trattare con chi risolve la situazione o di fare fuori anche questi? Sostenendo qualcuno perché svolga il lavoro sporco come l’Arabia rinascimentale nello Yemen? L’idea per cui i genocidi o le persecuzioni delle minoranze avvengono a causa delle allucinazioni di alcuni pazzi e che a risolverli sia sufficiente la buona volontà di altri capi di governo non è solo errata. Dietro certi fenomeni ci sono certe dinamiche che sottovalutare sarebbe pericoloso. La metà sono dinamiche di natura materiale, legate alla conquista di risorse prima degli avversari ed in questo sono giocoforza implicati gli Usa almeno dai primi del ‘900. L’altra metà sono dinamiche ideologiche (diversità etniche, religiose, politiche) innestate sulle precedenti. Esempio, gli americani a sostegno di Yahya Khan che massacrava i bengalesi e non degli indiani che di fatto lo fermarono (l’India era troppo vicina all’Urss). Continuare ad auspicare la rimozione dei governi invisi alla fetta di mondo meno titolata a giudicare il bene, mette da parte le dinamiche strutturali. Quindi, le giustifica.

Chiamali pure eroi

Ora dirò qualcosa che non centrerà nulla con il mondo in fiamme e potrebbe essere fantasiosa, irreale. Secondo me gli errori dell’ospedale campano, lo sceriffo fai-da-te del milanese e le vicende di ucraini ed iraniani sono legate tra loro. Saldate nella retorica dell’eroismo. Al tg si sente da qualche tempo la prosopopea dei sanitari-eroi: una specie dalla sovrumana moralità in via d’estinzione e disposta, pur di curarci, a subire le angherie di pazienti impazienti e parenti serpenti. Pensavo fosse una concessione eccessiva verso la categoria, invece no, è una specie di damnatio. I medici del Monaldi avranno pur commesso degli sbagli mortali, ma non si sono alzati la mattina con l’idea di causare la morte di un paziente. Il reato ipotizzato è di omicidio colposo. Eppure le stesse trasmissioni che inculcano la visione eroica del medico (per capirci tg5 e talk tipo dritto&rovescio) hanno descritto chirurghi ed infermieri poco meglio di Khamenei. Prima settimana: “Hanno bruciato il cuore”. Seconda settimana: “Hanno impiantato un cuore ghiacciato”. Idee chiare, terminologia precisa. Le basi dell’informazione scientifica. Del Debbio intervista la mamma del bambino e secondo lei il fratellino di nemmeno dieci anni, appena intuita la tragedia, avrebbe detto: “Mamma, fagliela pagare!”. Non credo possa essere verosimile. Del Debbio rincara: “Signora questi sono delinquenti e basta!”. Fintantoché non sbagliano, eroi. Poi, vanno trattati peggio dei normali. Stesso atteggiamento dello stesso ambiente (Cruciani, lazanzara) è stato tenuto nei confronti del poliziotto da telefilm americano. Prima, appena fatto fuori lo spacciatore, non dovevano nemmeno iniziare le indagini. “Mi fido delle forze dell’ordine”. Fase del marito innamorato. Poi, scoperta l’evidente messinscena, “merita il doppio della pena consueta!”. Fase del marito imbestialito. E comunque parliamo di una mela marcia. Tutti lo conoscevano, era stato premiato e quattro colleghi l’hanno coperto, ma non centra. Oggi al tg è stato riportato che il suo piano (dell’agente) era di “favorire gli spacciatori italiani”. Occorre ricordarsene quando ci sentiamo superiori ad un tossicodipendente e pensiamo la fiducia sia questione di uniformi. Medici e poliziotti sono persone normali e svolgono un lavoro, per cui sarà necessaria una sorta di vocazione, con lo scopo di guadagnarsi da vivere. Possono sbagliare e devono risponderne come tutti. Non possiamo appiccicare una patacca alle persone cui chiediamo di fare i nostri interessi perché pretendiamo continuino a farlo. E non possiamo poi rinfacciarglielo. Agli ucraini dicono che sono eroi della patria, della libertà, della democrazia e gli spediscono un sacco di armi. Ma in trincea devono morirci loro e se non vogliono più diventano disertori, disfattisti da braccare. Agli iraniani fanno pure peggio. Sanzionano il regime che poi si rivale su di loro, usando le loro risorse come merce di scambio. Uccidono la loro figura religiosa di riferimento ed una cinquantina di gerarchi con un drone e, dal salotto, li invitano a prendersi il potere. E che ci vuole? Avranno mica paura dei pasdaran! Forza, gli eroi si fanno massacrare, ma non conoscono la paura! La vogliono davvero la democrazia?

Pagate, dannazione!

Trump ha interrotto il negoziato con l’Iran e bombardato Teheran. Il giorno dopo, ha detto che la guerra potrebbe durare anche un mese, ma che comunque gli iraniani volevano tornare a trattare e lui era aperto a discutere. Poche ore dopo gli iraniani hanno fatto sapere di non voler affatto trattare e nei fatti sono aumentati i bombardamenti verso tutti gli alleati americani nel Golfo. Il giorno dopo Trump ha detto che la guerra potrebbe durare anche in eterno e che gli iraniani vorrebbero di nuovo trattare, ma ormai è troppo tardi. Io credo vada letto tutto al contrario. La guerra potrebbe durare anche un mese, quindi sarebbe meglio trattare. La guerra potrebbe durare in eterno, quindi non è troppo tardi per trattare. Questo sogna Trump, che la nuova leadership iraniana venga presa dal panico per la vista della gigantesca portaerei, per la popolazione inferocita dalle difficoltà economiche causate dalle sanzioni e decida di trattare. Cedere un altro strapuntino, un altro lembo di sovranità alle esigenze del debito americano. In fondo Trump sa accontentarsi e se gliene dai motivo, almeno per un po’, ti lascia in pace. Poi ritorna, come le agenzie di recupero crediti. Non è successo con Zelensky? Lo strozzino ha minacciato di tagliargli le armi ed il debitore, con i russi sulla nuca, gli ha aperto le miniere. Cosa avrebbe dovuto fare? Non è successo con Delci Rodriguez? La vice di Maduro ha ceduto subito e d’altronde gli Usa non avrebbero avuto problemi di rifornimento in una guerra prolungata al Venezuela. Così, anziché aspettare il buon cuore di Putin e Xi, ha aperto a Trump le raffinerie. È bastato. È ancora viva. Non è ciò che Trump si augura faccia il cubano Diaz-Canel? È ciò che teme l’opposizione al regime castrista: “Ci preoccupa una soluzione in cui Cuba non disturba, fornisce loro nichel e cobalto e gli Usa non si intromettono in politica interna e diritti umani”, parole rilasciate dal capo del movimento cristiano di liberazione. I reggenti iraniani sembrano pronti a farsi massacrare, ma non a trattare. Trump ha detto oggi che “li stiamo massacrando”. Cioè: trattate, dannazione, vi stiamo pestando a sangue! E loro? Se dovessi puntare un euro su una risposta, lo farei su questa: “Fai pure, tanto i soldi non ci sono”.

Strategia K

Il doppio standard degli Stati Uniti non è un rimprovero complottista, è una linea strategica di politica estera resa esplicita da Jeane Kirkpatrick ad inizio anni ’80 ed implementata dalla presidenza Reagan in poi. Secondo lei alcuni democratici idealisti pretendevano che a "riformarsi" fossero soltanto i regimi di destra e non anche quelli marxisti. In pratica, se i regimi marxisti devono essere lasciati autodeterminarsi in nome dell'indipendenza dei popoli, perché questo principio non dovrebbe valere anche per regimi destrorsi? Per di più, sempre secondo Kirkpatrick, i regimi di destra erano molto più riformabili in senso democratico rispetto a quelli marxisti. Una visione realista della politica? Non credo, potendola anche giudicare ex post, oggi. Intanto, che un regime di destra e dunque conservatore possa essere più facilmente riformabile di uno marxista e dunque aperto al concetto di dialettica mi pare una contraddizione in termini. Poi, era ovvio che una strategia simile avrebbe legittimato il sostegno alle attività di regimi anticomunisti, ma non certo democratici. Intendo: gli Stati Uniti avrebbero accettato una democrazia che nazionalizza il petrolio in Venezuela? Avrebbero preferito una democrazia che usa il petrolio venezuelano per i venezuelani o un regime di destra che però garantisce alle aziende di estrazione americane delle corsie preferenziali? Ancora, il sostegno a certi regimi tra cui quelli sudamericani dell'operazione Condor o quelli iraniano dello Scià e filippino di Marcos, hanno provocato più o meno repressione di altri regimi sostenuti dai sovietici? Infine, due notazioni. La strategia di Kirkpatrick si è storicamente tradotta nell'evitare che regimi di destra venissero scalzati dai marxisti o nell'evitare che paesi non allineati scegliessero il marxismo o comunque l'autonomia strategica? Oggi il marxismo è praticamente scomparso perché anche paesi comunisti (Cina) funzionano da capitalismi con lo Stato azionista di maggioranza. Eppure gli Stati Uniti sostengono regimi autoritari (Arabia Saudita) perché favorevoli al proprio sistema economico, ma attaccano paesi egualmente repressivi (Iran, Venezuela). Allora forse la strategia non era tanto volta a sostenere regimi in ottica democratica transnazionale, quanto a sostenere forme di governo di qualsiasi tipo, ma favorevoli alla nazione statunitense. Ed è per questo che Khamenei ha trovato la morte, non perché fosse più disumano di Suharto o Pinochet. Pensare di abbattere tutte le dittature, per quanto sanguinarie, con blitz o invasioni armate in grande stile è una fantasia impossibile degna del dottor Stranamore, ma non di analisi sofisticate. Pensare di abbattere tutte le dittature sfruttando il potere di imporre sanzioni mostra, a mio avviso, l’incomprensione di meccanismi economici di fondo. Perché le sanzioni sono tanto efficaci da mettere in ginocchio spietati banditi antidemocratici? Perché tutti, anche loro che odiano tutto ciò che rimanda vagamente a Washington, hanno bisogno di procurarsi dollari per accedere ai pagamenti internazionali: privilegio del dollaro, si chiama. Chi viene sanzionato dagli americani o cade rovinosamente o cerca di creare un circuito alternativo al dollaro e si dota nel frattempo di strumenti di deterrenza militare adeguati. Se riesce a creare un circuito alternativo, ma non 15-20 testate atomiche, fa la fine di Maduro e Khamenei: erano riusciti a sopravvivere alle sanzioni (facendole pagare ai poveri cristi venezuelani ed iraniani) dando vita ad un commercio sottobanco di risorse energetiche con la Cina che non prevedeva l’uso del biglietto verde. Un messaggio terribile per il resto del mondo. Quindi sostenere le sanzioni significa esasperare la penalizzazione di altri paesi che non siano gli Stati Uniti o i governi che hanno di buon grado accettato la sottomissione alle regole del gioco stabilite allo Studio Ovale. Le sanzioni funzionano perché basate sul vantaggio del dollaro e la difesa di tale vantaggio era l’obiettivo della dottrina Kirkpatrick. Con ciò vorrei dire che prima di pensare ad abbattere le dittature del globo terracqueo, bisognerebbe provare a costruire un mondo economico privo di squilibri. Perché sono questi alla base della nascita e del comportamento delle dittature che ci inorridiscono.
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